MATTEO SALVINI

Ddl Zan, la sfida di Salvini: «Entro domani testo condiviso, senza ideologia»

Lunedì 5 Luglio 2021
Ddl Zan, Iv chiede una mediazione mentre Salvini propone «un tavolo per risolvere domani», ma frenano Pd e M5S

Il punto d'incontro ancora non c'è, ma per Italia Viva e Lega è indispensabile riuscire a trovarlo. La chiave per far uscire il Ddl Zan da un'empasse che perdura ormai da mesi potebbe essere la modifica di tre articoli del provvedimento. «Intervenendo sugli articoli 1, 4 e 7 finalmente si smette di litigare», ha detto questa mattina il leader della Lega Matteo Salvini che ha proposto alle altre forze di maggiornza di incontrarsi domani e trovare un punto di caduta sulla legge, tutti insieme. Favorevole il capogrupo al senato Iv Davide Farone e Licia Ronzuli di Forza italia, contrari a revisioni invece Pd e M5S. Alza i toni anche il deputato primo firmatario della proposta Alessandro Zan: «Stanno cercando di affossare la legge contro i crimini d'odio. Dobbiamo reagire, insieme»

La proposta di Salvini

«Accogliamo l'invito della Santa Sede, troviamoci entro domani e condividiamo insieme un testo che aumenti le pene per chi discrimina o aggredisce due ragazzi o due ragazze che si amano, la libertà di amare è sacra. Se dal Ddl Zan togliamo l'ideologia, il coinvolgimento dei bambini e l'attacco alla libertà di pensiero, intervenendo sugli articoli 1, 4 e 7, finalmente si smette di litigare e si approva una norma di protezione e civiltà», ha spiegato Salvini questa mattina rivolgendosi agli altri partiti. «Se il Pd invece - aggiunge il leader della Lega - rifiuterà ascolto e dialogo, invocati anche da tante associazioni e movimenti di gay, lesbiche e femministe, si assumerà la responsabilità di affossare questa legge».

La posizione di Italia Viva

Nel dibattito di stamane ha preso la parola anche Italia Viva che «ha proposto di tornare al vecchio ddl Scalfarotto-Zan ed ha messo per iscritto la sua idea di mediazione», così il capogruppo al Senato Davide Faraone. «Sopprimere l'articolo 1, perché poco chiaro anche per il miglior magistrato e riportare il Ddl Zan alla definizione contenuta nella proposta Scalfarotto senza dubbi interpretativi; sopprimere l'articolo 4 sulla libertà di pensiero, già garantita dalla nostra Costituzione; modificare l'articolo 7, rafforzando il concetto di autonomia scolastica. Una volta raggiunta un'intesa la nostra proposta è quella di sancire il patto che veda un iter rapido anche alla Camera», ha proseguito il senatore. Il capogruppo del partito fondato da Matteo Renzi ha quindi attaccato il proponente del disegno di legge contro l'omotransfobia, Alessandro Zan: «Credo che fermarsi alla propaganda muscolare ed alla caccia ai like sui social possa davvero compromettere il compimento dell'iter di una legge che crediamo sia necessaria al Paese», ha proseguito Faraone.

«Una sintesi è indispensabile a portare a casa la legge: io sono fiducioso che un'intesa possa essere raggiunta, altrimenti come abbiamo sempre detto voteremo per calendarizzare il provvedimento e poi sarà l'aula a decidere - ha concluso il capogruppo renziano - molti, e non solo nei banchi della destra, faranno mancare il proprio assenso». A me sembra che siano altri a non voler portare a casa la legge. Dall'esperienza delle unioni civili, dovremmo tutti aver capito che i compromessi sono indispensabili per avanzare». Dà manforte al senatore la deputata compagna di partito Maria Elena Boschi. «La legge Zan la vuole affossare il centrodestra. Ma la sponda principale il centrodestra ce l'ha proprio dall'atteggiamento politicamente suicida di Pd e M5S, che insistono per andare in aula senza modifiche solo per nascondere le loro divisioni interne», ha commentato l'ex ministro per le riforme. «Tutti sanno bene che così la legge, al Senato, non passerà mai. Noi di Iv avremmo potuto lasciarli fare e mandarli a sbattere perché a scrutinio segreto mancheranno all'appello non i voti di Iv, ma quelli di molti grillini e democratici - ha proseguito ancora Boschi concludendo -. Il centrodestra voti la proposta di mediazione di Italia Viva. Con la proposta Scalfarotto abbiamo tolto loro ogni alibi».

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Forza Italia dice sì alla mediazione

«Si è aperto faticosamente un tavolo di confronto tra tutte le forze politiche, ma questo confronto non deve però diventare un tiro alla fune, bisogna abbandonare l'idea di voler piantare delle bandierine ideologiche e lavorare per superare le criticità contenute nel testo», così la vicepresidente del gruppo Forza Italia al Senato, Licia Ronzulli intervistata ad Agorà Estate su Rai 3. «Noi chiediamo vengano modificati gli articoli 1, 4 e 7 che riguardano la creazione di definizioni confuse, l'introduzione di un reato di opionione e la giornata sull'omotransfobia nelle scuole. Vogliamo superare queste criticità per approvare una legge che sia di tutti e non solo di una parte», ha concluso la senatrice Ronzulli.

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Nessuna retromarcia invece per Pd e M5s

«L'Italia dovrebbe unificarsi a gran parte dei Paesi europei e riuscire ad approvarlo», ha commentato invece il presidente dell'Emilia-Romagna Stefano Bonaccini, rispondendo a una domanda sul Ddl Zan. «Occorre fare di tutto per avere la maggioranza per poterlo approvare. Io condivido pienamente la necessità di avanzare sul piano dei diritti civiliha proseguito il presidente di Regione, intervenendo in diretta a Rainews24. «Se si tentasse di affossarlo, sarebbe un errore drammatico, grave, per una questione di posizionamento politico», ha aggiunt Bonaccini. «Non so se sarà approvato integralmente o con qualche correttivo necessario, ma l'importante è trovare i numeri per approvarlo, perché siamo già in ritardo come Paese», ha concluso.

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Per i 5Stelle gli emendamenti al Ddl Zan di Italia Viva «suonano come un tentativo di affossare la legge. Pensare di eliminare i termini "orientamento sessuale" e "identità di genere" e tornare alla definizione di omofobia e transfobia rischia di farci compiere un altro passo indietro, come già in passatò». E a ribadire la posizione pentastellata ci ha pensato questa mattina la senatrice M5S Alessandra Maiorino. «Renzi, se vuole davvero salvare il Ddl Zan, come dice, non deve fare altro che dire ai senatori di Iv di votarlo. È lo stesso testo che votarono favorevolmente alla Camera, è evidente quindi che non è il contenuto ma il contesto che è cambiato». Secondo la senatrice del Movimento «Renzi ha disperato bisogno di accreditarsi agli occhi delle forze di destra, e in dono deve portargli i diritti civili, sulla carne viva delle persone Lgbti e orientando l'Italia verso Visegrád. Questa è l'unica spiegazione possibile alla sua giravolta sul testo Zan», ha concluso la portavoce 5Stelle.

Duro contro Iv anche il senatore democratico Luigi Zanda: «Quando si presentano non uno, ma una serie di emendamenti su una legge combattuta come è il ddl Zan contro l'omotransfobia, non sono mai solo di merito, ma rischiano di costituire un cambio di posizionamento politico». Ha spiegato Luigi Zanda in un'intervista a La Repubblica. «Una serie di modifiche sostanziali a un provvedimento, che cambiano radicalmente la posizione di quel partito tra Camera e Senato, segnalano che il cambiamento di posizionamento politico è oggettivo», ha proseguito il dem. «Se modificato a Palazzo Madama, poi alla Camera corre il pericolo di non essere più approvato. Si ricomincerebbe con audizioni, emendamenti eccetera, finché non finisce la legislatura», ha concluso il senatore.

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La sfida di domani in Aula

Domani doppio round al senato sul provvedimento con il tavolo dei capigruppo, alle 11, in cerca di un accordo sul testo, poi toccherà all'Aula, alle 16.30, votare sulla calendarizzazione della norma, secondo quando deciso negli scorsi giorni, con l'accordo per portare il testo in Aula il 13 luglio.

Ultimo aggiornamento: 12:22 © RIPRODUZIONE RISERVATA