Banche e decreto crescita, per il governo è il giorno della verità. Di Maio alla guerra finale con Tria

Banche e decreto crescita, per il governo è il giorno della verità. Di Maio alla guerra finale con Tria
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di Alberto Gentili

Sarà battaglia anche oggi nel governo giallo-verde. Probabilmente una battaglia più cruenta delle altre. Nel pomeriggio si riunisce il governo per varare dopo settimane di rinvii il decreto crescita, indispensabile al premier Giuseppe Conte per provare a far ripartire l’economia italiana ormai in recessione. E in quel provvedimento, secondo la road map di Conte e del ministro dell’Economia Giovanni Tria, dovrebbe entrare anche la norma con cui rendere praticabile la firma dei decreti attuativi per l’attivazione dei Fondo per i risarcimenti a favore dei risparmiatori truffati dalle banche. Una norma che, recependo le regole europee in materia, scongiurerebbe il rischio di una condanna per danno erariale ai funzionari del ministero dell’Economia.

L’intesa sembrava fatta, confezionata da Conte e da Tria, ma ieri sera Luigi Di Maio ha fatto saltare tutto. La limatura normativa, a giudizio del vicepremier e ministro dello Sviluppo, impedirebbe infatti il pieno rimborso dei risparmiatori che sarebbero tenuti (come chiede Bruxelles)  a dimostrare di essere stati ingannati dagli istituti di credito.

Oggi in Consiglio dei ministri si annuncia un duro scontro. Di Maio, spalleggiato in questa occasione da Matteo Salvini, vuole spingere Tria nell’angolo. E obbligarlo a varare i decreti attuativi senza limitazioni per i rimborsi. Probabile che il ministro economico, per nulla disposto a finire nei guai per soddisfare le richieste di M5S e Lega, ripeta un nuovo “no”. Tria infatti, al contrario di Di Maio e Salvini, non punta ai voti dei 300 mila risparmiatori truffati e delle  loro famiglie.
Giovedì 4 Aprile 2019, 09:13 - Ultimo aggiornamento: 04-04-2019 12:16
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