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Draghi in Israele, missione per il gas: sul tavolo il maxi giacimento Leviathan

Era dal 2015 che un premier italiano non andava a Gerusalemme

Lunedì 13 Giugno 2022
Draghi in Israele, Herzog su Twitter: «Grande potenziale di collaborazione»

Il premier Mario Draghi è stato ricevuto questo pomeriggio dal presidente dello stato israeliano Isaac Herzog presso la residenza presidenziale, Beit HaNassi. Al centro dell'agenda nell'incontro tra i due leader il conflitto Ucraino e le sue conseguenze sul medio-oriente ma anche l'incognita della questione energetica, soprattutto del gas e il progetto del nuovo gasdotto per il trasporto del gas naturale da Israele all'Italia.

Herzog: «Potenziale per la collaborazione»

Dopo l'incontro con il premier il presidente israeliano ha commentato su Twitter: «Le buone relazioni tra i nostri paesi si basano su una ricca storia e su valori condivisi. L'Italia è uno dei paesi più importanti al mondo nel campo dello sviluppo e dell'innovazione e vediamo un grande potenziale per la collaborazione». 

Draghi: «Condannare l'uso politico dell'odio»

Prima dell'incontro con il presidente israeliano, Draghi ha fatto visita alla comunità italiana presso il Tempio Italiano di Gerusalemme. Lì ha rimarcato l'importanza della tolleranza nel rispetto della memoria della tragedia del nazifascismo: «In momenti di crisi, di incertezza, di guerra come quello che stiamo vivendo è ancora più importante opporsi con fermezza all'uso politico dell'odio. Dobbiamo promuovere la tolleranza, il rispetto reciproco, l'amore per il prossimo: questi sono i veri ingredienti di una pace duratura. La storia della vostra comunità è un esempio a cui guardare con orgoglio» ha detto il presidente. 

«Lo sviluppo della comunità italiana è direttamente legata ai terribili fatti del Ventennio, in particolare all'introduzione delle leggi razziali nel 1938. Le enormi colpe del nazifascismo e gli orrori della guerra non hanno diminuito l'importanza della diaspora ebraica in Italia - che ancora oggi è ricca di energia, spirito, tradizione. Dal dopoguerra a oggi, i legami tra le nostre comunità si sono rafforzati, in ogni campo» ha proseguito Mario Draghi. Legami rafforzati, ha rimarcato il Presidente del Consiglio, «nella ricerca, tramite la collaborazione universitaria e il lavoro dei singoli, come Giulio Racah, che contribuì in modo significativo a sviluppare la fisica qui in Israele. Nell'economia, grazie alle floride attività imprenditoriali di emigranti italiani in Israele e di israeliani in Italia. Nel campo della cultura, dal cinema alla letteratura, dall'architettura al design».

Draghi in Medio-oriente: le ragioni della visita 

Era dal 2015 che un presidente italiano non si recava a Gerusalemme. Dopo l'incontro con Herzog è previsto anche un colloquio con le autorità palestinesi a Ramallah e, successivamente, Draghi farà tappa in Turchia prima di arrivare a Kiev. 

Tra gli obiettivi della visita di Draghi c'è l'intento di rafforzare la politica estera italiana nel mediterraneo e rilanciare il progetto del gasdotto che porterà il gas naturale da Israele all'Italia. Israele ha infatti scoperto da poco un maxi giacimento Leviathan, che si trova a 130 chilometri da Haifa nella zona economica esclusiva israeliana. Si tratta del più grande giacimento di gas naturale finora scoperto nel Mediterraneo, con circa 600 miliardi di metri cubi di riserve (che si sommano a quelle del vicino giacimento Tamar - operativo dal 2013). Da quando Leviathan è entrato in funzione, una parte della produzione è destinata all'export (soprattutto in Giordania) ma ora il progetto è ampliare il mercato, verso l'Europa, anche in vista della diversificazione delle fonti energetiche su cui insiste Bruxelles dopo l'invasione dell'Ucraina. 

 

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