Elezioni comunali, pasticcio amministrative: la Lega esclusa a Napoli. Sardine, niente campagna

Mercoledì 8 Settembre 2021 di Francesco Malfetano
Elezioni comunali, Pasticcio amministrative: la Lega esclusa a Napoli. Sardine, niente campagna

Liste rigettate, lapsus e candidati “in fuga”. Non si apre nel migliore dei modi la campagna elettorale per il voto alle amministrative del 3 e 4 ottobre. Dopo pochi giorni dal deposito delle liste definitive nelle cinque delle principali città italiane infatti, già si rincorrono le prime polemiche. In particolare a Napoli - dove i candidati principali sono l’ex ministro dell’università Gaetano Manfredi per Pd e M5s, il magistrato Catello Maresca per il centrodestra e l’ex sindaco Antonio Bassolino - fa discutere l’estromissione dalla corsa elettorale di Prima Napoli. Vale a dire di una lista che rappresenta la Lega alle comunali partenopee, scartata per aver consegnato in ritardo gli elenchi dei candidati.

 

 

Pasticcio amministrative: la Lega esclusa a Napoli

A renderlo noto la sezione napoletana del partito di via Bellerio che dopo aver ricevuto ieri la notifica dalla commissione prefettizia, ha anche annunciato che i legali sono già al lavoro per preparare un ricorso. L’esclusione di Prima Napoli è piuttosto pesante per il centrodestra perché si aggiunge a quella di altre due liste della coalizione, le civiche Catello Maresca e Catello Maresca sindaco (anche se entrambe hanno già annunciato ricorso). Come spiegano dal Carroccio d’altronde, la contestazione della commissione è legata a «un minuto di ritardo»: «Siamo certi che la magistratura avrà gli strumenti e saprà valutare quanto accaduto e, dunque, potrà accertare che i nostri delegati erano già all’interno della struttura prima dello scadere del termine», si legge in una nota dei vertici locali. Nessuna esclusione a Milano, ma qualche gaffe sì. C’è stato qualche sorriso e molto imbarazzo infatti, quando il presidente del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte, in città per sostenere la candidata sindaca Layla Pavone, appena arrivato al gazebo elettorale ha sbagliato il cognome. Parlando con la stampa e davanti alle telecamere Conte si è detto «molto contento di incontrare Layla Romano», proprio mentre la Pavone le stava accanto.

 

LE ALTRE

Nelle altre città invece, a tenere banco sono le vicissitudini alcuni candidati. In primis, a Bologna, quelle di Mattia Santori. Il capo delle Sardine infatti, iscritto però nella lista del Partito Democratico a supporto di Matteo Lepore (contro Fabio Battistini, vertice dell’alleanza di centrodestra), quando la campagna elettorale ha iniziato ad entrare nel vivo si è ha letteralmente fatto un passo indietro. Non ritirando la sua candidatura, ma ritiratosi in un monastero nel bosco. «Mi sono trasferito all’Eremo di Ronzano - ha scritto sui social - che fino al 4 ottobre sarà la mia casa». E allora eccolo, insieme a Padre Benito Fusco e Padre Pietro, a seguire da lontano la campagna elettorale, tra le mura dell’eremo che guarda Bologna dall’alto e che accoglie 38 richiedenti asilo, due associazioni e una cooperativa.

 

 

LA CAPITALE

Per quanto riguarda Roma, al centro delle polemiche c’è il candidato del centrodestra Enrico Michetti. Non solo per la “fuga” di ieri, quando ha rinunciato all’ultimo a parlare in un confronto su rifiuti e mobilità con gli altri candidati Gualtieri, Raggi e Calenda adducendo come motivazione lo slittamento del suo intervento e «un altro appuntamento con dei lavoratori a Termini» - uscita di scena meno drastica di quella di Santori ma altrettanto repentina, e soprattutto la seconda dopo il dibattito abbandonato a fine luglio - quanto per la fuga della sua candidata Francesca Benevento. L’ex 5 stelle e Consigliera uscente del gruppo misto del XII Municipio candidata a supporto di Michetti, a detta dello stesso professore scelto da Salvini e Meloni, dopo le polemiche per le uscite no vax e gli attacchi antisemiti pubblicati sui social, avrebbe interrotto ogni comunicazione. «Stiamo provando a rintracciare la candidata ma ancora non siamo riusciti» ha spiegato nei giorni scorsi, prima di dissociarsi dalle dichiarazioni della Benevento, di fatto scaricandola. Una versione in verità ieri rigettata dalla stessa Consigliera, «Sono in contatto con la segreteria di Michetti - ha spiegato - Attendo che rettifichino, altrimenti li aspetta una figura meschina». 

Ultimo aggiornamento: 10 Settembre, 10:16 © RIPRODUZIONE RISERVATA