GIUSEPPE CONTE

Referendum, con la vittoria del Sì impossibile sciogliere le Camere: serve una nuova legge elettorale

Lunedì 21 Settembre 2020 di Marco Conti
Referendum e regionali spingono l’esecutivo. I problemi arrivano dal M5S
ROMA L’atteso cataclisma non c'è stato. Secondo le prime proiezioni sia in Toscana sia in Puglia il centrosinistra è avanti. Si profila un insperato tre a tre che rinsalda il governo di Giuseppe Conte e soprattutto rinfranca il segretario del Pd Nicola Zingaretti che avrà argomenti non da poco per spingere l’azione di governo e sottrarla dalle sabbie mobili del post emergenza sanitaria. 

Ma se il Pd potrebbe stasera brindare al pericolo scampato, il M5S resta in panchina con percentuali sempre più basse e nessun candidato competitivo. Neppure nella Puglia della Lezzi e Di Battista. Il risultato del referendum non basta a risollevare un Movimento che ha smarrito la propria ragione sociale se non l’orizzonte del governo. Se il Pd conserverà Toscana e Puglia, perdendo le Marche, i problemi per il presidente del Consiglio potrebbero quindi arrivare proprio dal M5S anche se la linea movimentista sembra avere una battuta d’arresto con il voto pugliese.

 Il successo del Sì nel referendum era scontato, ma potrebbe sorprendere non solo  la partecipazione ma soprattutto il numero dei contrari alla riforma costituzionale. Una percentuale ben più ampia di quella che si è espressa in Parlamento al momento del voto e che potrebbe ancora una volta dimostrare la distanza tra i partiti e gli elettori.

Ma non sono solo i risultati delle elezioni regionali a rafforzare il governo. C’è un effetto immediato prodotto dal risultato del referendum: le Camere non potranno essere sciolte perché manca una legge elettorale adeguata alla nuova composizione del Parlamento. Elemento non da poco anche se si tratta di una legge ordinaria che potrebbe essere varata in tempi brevi ammesso si riesca a trovare l’accordo tra le forze politiche.Ultimo aggiornamento: 22 Settembre, 10:42 © RIPRODUZIONE RISERVATA