Esercizio provvisorio, che cos'è? I rischi se la legge di bilancio non viene approvata entro il 31 dicembre

La misura d'urgenza è stata utilizzata 33 volte nella storia d'Italia, ma se il governo Meloni dovesse farvi ricorso l'Italia finirebbe sulla lista nera degli investitori stranieri

Esercizio provvisorio, che cos'è? I rischi se la legge di bilancio non viene approvata entro il 31 dicembre
Esercizio provvisorio, che cos'è? I rischi se la legge di bilancio non viene approvata entro il 31 dicembre
Mercoledì 30 Novembre 2022, 16:15 - Ultimo agg. 16:57
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Se necessario si lavora anche a Natale e Santo Stefano. È stato questo il messaggio fatto passare dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni ad alleati e opposizione. La legge di bilancio, che ha appena ricevuto la firma di Mattarella e la “bollinatura” della ragioneria di stato, va approvata non oltre il 31 dicembre, pena la necessità di entrare in esercizio provvisorio. Dal governo assicurano che i tempi saranno rispettati e che non ci sarà la necessità di ricorrervi. Ma cos'è questo spauracchio che rischia di far mangiare il panettone ai nostri politici tra i banchi di Montectorio?

Cosa dice la Costituzione

L'esercizio provvisorio è una misura d'urgenza introdotta fin dal 1926 e attualmente regolata dall'articolo 81 della Costituzione. Qualora le camere non riescano a portare a termine l'iter parlamentare della legge di bilancio entro il 31 dicembre, entra in vigore l'esercizio provvisorio, la cui durata viene stabilita dalle stesse camere, ma per un periodo non superiore ai quattro mesi, quindi lo stato di crisi può arrivare massimo alla fine di aprile.

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Questo pericolo viene evocato ogni volta che arriva il momento di votare la nuova manovra, ma quest'anno le preoccupazioni sono maggiori. Mai una legge di bilancio era stata presentata tardi come quest'anno, a fine novembre e mai c'erano stati tempi così stretti per discuterla ed emendarla. La fretta di quest'anno deriva dalla data del voto e della formazione del governo, il quale ha poco più di un mese di vita. Questo, tra l'altro è il motivo per cui prima di quest'anno non si era mai votato in autunno. La premier era ben consapevole di questa criticità e proprio per questo ha chiesto ai suoi alleati di limitare gli emendamenti allo stretto indispensabile.

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Cosa comporta l'esercizio provvisorio

Se le discussioni in Parlamento dovessero protrarsi e si dovesse effettivamente entrare in esercizio provvisorio i danni sarebbero di due tipi. Sul piano materiale sarebbe un durissimo colpo per l'economia statale che sarebbe fortemente limitata. Durante l'esercizio provvisorio le uniche spese concesse sono quelle di ordinaria amministrazione, come il pagamento degli stipendi degli statali, o quelle di emergenza, come nel caso dei disastri naturali. Dall'altro lato non è possibile fare nuovo debito e le misure inserite in manovra possono essere implementate prima della sua approvazione, ma solo per un dodicesimo della spesa prevista per ogni mese di esercizio provvisorio, quindi fino a un massimo di un terzo (4 dodicesimi).

Nella prima Repubblica è stato usato 33 volte

L'effettiva entità del danno che seguirebbe è in realtà dibattuta, visto che l'esercizio provvisorio è stato utilizzato ben 33 volte nella storia della Repubblica e, secondo l'ex premier Giulio Andreotti: «mica è lo stato d’assedio. Può essere vantaggioso perché si può risparmiare un po’». Introdotto come eccezione, dal 1948 al 1968 fu invece la regola, mentre fu utilizzato molto meno dopo l'introduzione della legge finanziaria nel 1978. L'ultimo a usarlo fu il governo Goria nel 1988.

Rispetto alla Prima Repubblica i conti pubblici italiani sono però tenuti ora molto più sotto controllo dall'Unione Europea e tornare a utilizzare l'esercizio provvisorio dopo 35 anni sarebbe un danno d'immagine catastrofico per la politica e l'economia del nostro paese, che verrebbe visto come un partner inaffidabile da parte degli investitori stranieri. Per questo Giorgia, pur di evitarlo, è disposta anche organizzare il pranzo di Natale in aula.

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