Gas russo, Italia in stato di pre-allarme e il rischio di passare al «livello 2». Cosa prevede il piano d'emergenza

La minaccia di Putin potrebbe costringere il governo a rivedere la posizione, già aggiornata lo scorso febbraio

Gas russo, l'Italia valuta il passaggio allo «stato di allarme»: cosa significa
Gas russo, l'Italia valuta il passaggio allo «stato di allarme»: cosa significa
Venerdì 1 Aprile 2022, 17:54 - Ultimo agg. 18:31
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Dopo il decreto firmato da Putin, che prevede il pagamento del gas in rubli da parte dei Paesi ostili verso la Russia, qual è la situazione dell'Italia? Si trova in stato di pre-allerta, che comporta il costante monitoraggio della situazione. Lo step successivo - ma al momento da parte del Governo non è in corso alcuna valutazione in merito - sarebbe il passaggio allo stato d'allarme previsto dal Piano d'emergenza del governo (aggiornato al 30 settembre 2020). Il piano si basa sui livelli di crisi previsti dal Regolamento europeo e prevede il livello di preallarme (early warning) (che è appunto quello in cui ci troviamo oggi), il livello di allarme (alert) e il livello di emergenza (emergency). La minaccia del presidente russo è stata respinta al mittente dall'Ue, ma il timore che possa effettivamente chiudere i rubinetti è reale.

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I tre livelli di allarme per il gas

Il ministero della Transizione ecologica, autorità competente per la sicurezza degli approvvigionamenti di gas naturale, sentito il Comitato Tecnico di Emergenza e Monitoraggio del sistema gas nazionale, ha dichiarato lo scorso 26 febbraio lo stato di preallarme sulla base di alcune considerazioni.

Il pre-allarme

In particolare, si legge nella dichiarazione di preallarme, «considerato l'attuale stato di guerra presente tra la Federazione Russa e l'Ucraina e che tale situazione insiste sul territorio attraverso cui passa gran parte delle forniture di gas naturale che approvvigionano il sistema italiano; considerando che il livello di pericolosità della minaccia alle forniture è sensibilmente maggiore rispetto a quanto previsto nelle analisi di rischio svolte in passato in ottemperanza del Regolamento Ue 2017/1938, da cui derivano gli attuali piani di azione preventiva e di emergenza; ritenuto opportuno predisporre eccezionali misure preventive volte a incentivare un riempimento dello stoccaggio anticipato rispetto alle procedure adottate in condizioni normali, come discusso anche in sede europea durante l'ultima riunione del Gas Coordination Group del 23 febbraio scorso; ritenuto opportuno sensibilizzare gli utenti del sistema gas nazionale della situazione di incertezza legata al conflitto citato anche in relazione all'attuazione dell'Atto di indirizzo del Ministro della Transizione Ecologica del 24 febbraio 2022, benché la situazione delle forniture sia al momento adeguata a coprire la domanda interna».

 

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