Sottosegretari e viceministri: solo 15 donne su 42. Il Sud batte il Nord

Sottosegretari Conte Bis, le prime polemiche: solo 15 donne, poco più di un terzo del totale. Il Sud batte il Nord
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Il nuovo Governo, sciolto il nodo della nomina dei sottosegretari, è ufficialmente pronto a partire. Solo a poche ore dall'annuncio dei 42 nomi che vanno a completare la squadra del Conte Bis però la composizione della compagine ha già suscitato varie polemiche. Due le questioni più spinose rilevate in tempo record: la provenienza geografica e il numero di posizioni affidate alle donne

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Se infatti sulla spartizione tra gli alleati di Governo, Movimento 5 Stelle e Partito Democratico possono considerarsi soddisfatti (18 sottosegretari sono andatI al Pd, 21 ai pentastellati, 2 a LeU e 1 al Maie), sulle questioni sopracitate le trattative non hanno accontentato tutti. 

Per quanto riguarda le terre d'origine dei nuovi sottosegretari, il Meridione risulta in maggioranza, esattamente come era stato fatto notare per il team dei ministri (11 meridionali, 1 romano e 8 settentrionali). Sono 15 infatti i neo nominati nati in Regioni del Sud, contro i 13 provenienti dal Centro Italia e gli 11 originari delle terre del Nord. In particolare, la Regione più rappresentata all'Esecutivo è la Sicilia, che vanta 3 ministri (Alfonso Bonafede, Nunzia Catalfo e Giuseppe Provenzano), 2 vice (Vito Crimi e Giancarlo Cancellieri) e 4 sottosegretari (Lucia Azzolina, Alessio Villarosa, Stanislao Di Piazza e Manlio Di Stefano). Rappresentanza nulla invece quella riservata all'Abruzzo.

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Dure le polemiche della Lega. Edoardo Rixi lamenta una totale mancanza di rappresentanza ligure, così come Franco Marzato, sottosegretario nella precedente esperienza, che si duole di una non adeguata rappresentanza, «come invece meritava», del «produttivo nord».

Tutta interna al Pd un'altra polemica, sempre dal carattere territoriale. A far infuriare le anime renziane, l'assenza totale di incarichi dati ai toscani. Per alcuni, vedesi il tweet di Francesco Bonafizi, vicinissimo a Matteo renzi, Francesco Bonifazi, nient'altro che un tentativo di vendetta nei confronti dell'ex premier: «Dispiace che per vendicarsi della stagione renziana il Pd abbia cancellato tutta la Toscana dai ruoli di governo. Abbiamo vinto ovunque in Toscana, siamo il primo partito: non meritavamo questo trattamento. Buon lavoro al Governo».

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Altro tasto dolente, subito saltato all'occhio, è la poco nutrita quota rosa della squadra. Le donne sono solamente 15 su 42, poco sopra un terzo del totale. Sette a testa per i dem e i 5 Stelle: Francesca Puglisi, Marina Sereni, Anna Ascani, Sandra Zampa, Lorenza Bonaccorsi, Simona Malpezzi e Alessia Morani per i primi; Laura Castelli, Lucia Azzolina, Anna Laura Orrico, Mirella Liuzzi, Alessandra Todde, Emanuela Del Re, Laura Agea per i secondi. A questi si aggiunge Cecilia Guerra, unica esponente di LeU. Il più rosa dei dicasteri è il Mise, con 3 sottosegretarie ( Todde, Morani e Liuzzi), seguito parimerito dalla Cultura (Orrico e Bonacorsi) e dall'Istruzione (Azzolina e Ascani) e il Mef (Guerra e Castelli). 







 
Venerdì 13 Settembre 2019, 18:02 - Ultimo aggiornamento: 14 Settembre, 00:20
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