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Green pass obbligatorio, dopo gli statali ecco il criterio per i lavoratori privati di bar, ristoranti, palestre e piscine

Lunedì 13 Settembre 2021 di Mario Ajello
Green pass obbligatorio, dopo gli statali ecco il criterio per i lavoratori privati di bar, ristoranti, palestre e piscine

Il 10 ottobre entra in vigore il nuovo decreto sul Green pass. Il governo sta limando gli ultimi particolari. Dopo il decreto che ha esteso l'obbligatorietà del certificato sanitario anche al personale scolastico e disposto l'obbligo vaccinale per gli operatori delle Rsa, quella che si è aperta stamane è la settimana decisiva per il prossimo intervento dell’esecutivo che amplierà ancora l'uso della certificazione verde in seguito al rallentamento della settimana scorsa dovuto all'esigenza del premier Mario Draghi di trovare una sintesi alla luce delle forti resistenza della Lega di Matteo Salvini

 

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Green pass, nuovo step

Fonti di governo confermano in queste ore che l’ulteriore step dovrebbe interessare in primo luogo i dipendenti pubblici (quelli che già non devono avere il certificato). Per il settore privato ci si muoverà con un criterio di fondo: renderlo obbligatorio per quelle attività per le quali è già obbligatorio per i clienti. Quindi: chi lavora nei bar e nei ristoranti. Oppure per chi lavora in palestre, piscine, cinema, teatri, musei, circoli sportivi, sale da concerti e sale gioco. E anche parchi tematici, addetti al ricevimento nelle fiere, negli eventi e nei convegni. Scelta logica: non si capisce infatti perché debba aver il Green pass il cliente del ristorante e non il cameriere.
In base agli ultimi orientamenti, sembra che il governo sia intenzionato a ricomprendere nel decreto anche gli operatori dei trasporti a lunga percorrenza (treni tav e intercity, aerei e navi).

Resta invece fuori il resto dei dipendenti delle aziende private in attesa che si completi il dialogo tra imprenditori e sindacati sui nodi ancora esistenti: primo fra tutti il costo dei tamponi.

 

Utenti che accedono ai servizi pubblici

Si pensa  di estendere  l'obbligo di Green pass anche agli utenti che accedono ai servizi pubblici, come per esempio l'anagrafe. E comunque il ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, ha già annunciato che secondo lui dovrebbe essere richiesto a tutti i lavoratori, sia del pubblico che del privato. Il titolare della Salute, Roberto Speranza, ha confermato che il governo sta lavorando a un'estensione dell'obbligo, in modo da aumentare ancor più la percentuale di popolazione vaccinata.

 

Imprese e sindacati

Intanto continuano le trattative tra imprese e parti sociali: i sindacati sono infatti contrari all'ipotesi di introdurre l'obbligo di Green Pass, senza che questa decisione sia supportata da un obbligo vaccinale, imposto per legge dal governo. Esecutivo in cui, come si sa, non tutti convengono sulla stessa linea. Anche il presidente Draghi si è detto favorevole all'ipotesi di introdurre l'obbligo vaccinale, se questo si rendesse necessario, ma il leader della Lega ha detto che di questo il suo partito non ne vuole nemmeno sentir parlare.

Per ora si pensa al 10 ottobre. Sarà un nuovo passo nella lotta al Covid la cui ritirata - grazie alle misure di contrasto - partenne cominciata. Ma la guerra non è affatto finita.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ultimo aggiornamento: 14 Settembre, 11:37 © RIPRODUZIONE RISERVATA