Gregoretti, per Salvini la Procura va verso la richiesta di proscioglimento

Venerdì 14 Febbraio 2020 di Michela Allegri
Gregoretti, per Salvini la Procura va verso la richiesta di proscioglimento

Caso Gregoretti, il primo atto formale che avvicinerà Matteo Salvini all’aula di udienza sarà la trasmissione del fascicolo dell’autorizzazione a procedere al Tribunale dei ministri di Catania da parte del Senato. Ma non è detto che la permanenza del leader della Lega sul banco degli imputati sia lunga: l’orientamento della procura etnea sembra essere quello di chiedere il suo proscioglimento, ribadendo quanto sostenuto nella richiesta di archiviazione per il caso Gregoretti, non recepita dal Tribunale dei ministri.

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Adesso il procuratore Carmelo Zuccaro dovrà necessariamente formulare una richiesta di rinvio a giudizio. Ma si tratta di un atto dovuto, specifica la Procura, visto che la decisione del Tribunale dei ministri funziona come un’imputazione coatta e i pm non hanno la possibilità di avanzare richiesta di archiviazione.

Hanno però la facoltà di chiedere il proscioglimento davanti al gup, in sede di udienza preliminare. E, appunto, sembra proprio questo l’orientamento della procura di Catania.
Nei prossimi giorni verrà esaminata la memoria depositata dall’ex ministro dell’Interno e la stessa cosa varrà per gli atti che verranno depositati in udienza dalle parti civili eventualmente costituite. Ma in assenza di nuovo materiale investigativo e di nuove prove, i magistrati della procura etnea difficilmente cambieranno opinione. A decidere, comunque, sarà il giudice, che potrà optare per il proscioglimento, sposando la tesi della Procura, o per il rinvio a giudizio, seguendo invece l’orientamento del Tribunale dei ministri. Intanto il presidente dell’ufficio del gip, Nunzio Sarpietro, dovrà scegliere se affidare il fascicolo a un collega oppure procedere personalmente.

L’ACCUSA
Salvini è accusato di sequestro di persona aggravato, per il ritardo nello sbarco di 131 migranti che in luglio erano a bordo della nave Gregoretti. Un sequestro che, secondo il procuratore Zuccaro, non ci sarebbe stato. Era scritto nella richiesta con cui il magistrato chiedeva di archiviare il caso: «Non sussistano i presupposti del delitto di sequestro persona, né di nessun altro delitto, e ciò anche a prescindere dalle valutazioni in ordine sia alla riconducibilità o meno della condotta del Ministro alla categoria degli atti politici, o di alta amministrazione, sia alla sindacabilità giurisdizionale degli atti politici o di alta amministrazione». Per il procuratore, infatti, l’avere prolungato per circa tre giorni la permanenza a bordo della nave Gregoretti dei migranti salvati in mare da unità militari italiane - garantendo comunque loro assistenza medica, viveri e beni di prima necessità, e consentendo l’immediato sbarco di coloro che presentavano seri problemi di salute e dei minorenni -, e ferma restando l’intenzione ministeriale di assegnare il Pos in tempi brevi, consentendo lo sbarco e il trasferimento in “hotspot” per la fase di identificazione, «non costituisce una illegittima privazione della libertà personale». Un’impostazione che non sembra essersi modificata dopo la decisione del Tribunale dei ministri.

LE TAPPE
In aula si procederà come per un normale procedimento penale. In sede di udienza davanti al gup, la Procura e la difesa potranno chiedere nuova attività istruttoria, oppure depositare atti, documenti e memorie. I 131 migranti, compresi i legali rappresentanti di minorenni, associazioni o enti pubblici, potranno invece chiedere di costituirsi parte civile. Dopo le richieste della procura e le discussioni degli avvocati, il gup stabilirà se prosciogliere Salvini o andare a processo. Una decisione che dovrebbe arrivare dopo l’estate. In caso di rinvio a giudizio, il dibattimento si terrebbe davanti a una sezione del Tribunale penale di Catania, con rito ordinario.
Intanto, però, la Giunta per le autorizzazioni a procedere si prepara a un altro duro scontro sul leader della Lega: il 27 febbraio dovrà pronunciarsi sull’autorizzazione a procedere chiesta dal Tribunale dei ministri di Palermo sul caso Open Arms, la nave di una ong spagnola che nell’agosto 2019 soccorse oltre 160 persone in tre diversi interventi nel Mediterraneo e che rimase in mare in attesa di un porto di sbarco per 19 giorni.
 

Ultimo aggiornamento: 15:28 © RIPRODUZIONE RISERVATA