Gualtieri: «Sono pronto a seguire Calenda su alcuni temi. E Raggi sulla legalità»

L’ex ministro: «Il mio primo appuntamento da sindaco sarà con premier e Vaticano sul Giubileo»

Mercoledì 6 Ottobre 2021 di Mario Ajello
Gualtieri: «Sono pronto a seguire Calenda su alcuni temi. E Raggi sulla legalità»

Onorevole Gualtieri, come pensa di superare Michetti al secondo turno?
«Con la mia esperienza europea e di governo. Con la determinazione ad affrontare i problemi di Roma e ad aprire una stagione di rinascita della Capitale. Vogliamo unire l'impegno sui problemi concreti a una visione forte e progettuale della città».

 

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Ma ha visto che Calenda dice di non volere fare patti con voi per il ballottaggio?
«Non si tratta di fare accordi né apparentamenti. Né con Calenda né con i 5Stelle. Riconosco che Carlo ha avuto un risultato importante e ha presentato proposte di qualità. Su alcune di quelle possiamo convergere».

 

Calenda dice anche che il Pd deve mollare i 5Stelle per avere un rapporto con lui.
«Ora la priorità è Roma. Il futuro della Capitale è troppo importante per subordinarlo a schermaglie politiche nazionali. Su questo temi peraltro la linea di Enrico Letta è chiara e convincente e, direi, anche premiata dagli elettori».

 

Quanto alla Raggi, spera che Conte riesca a convincerla a sostenervi?
«Io ho già detto che non farò apparentamenti e mi rivolgerò a tutti gli elettori, inclusi quelli che hanno votato per la sindaca uscente. Mi ha chiamato la Raggi per farmi i complimenti, Mi ha fatto piacere. L'ho ringraziata. Il giudizio sulla sua amministrazione resta, ma riconosco che sulla legalità ha avuto un impegno che noi continueremo. Nella telefonata l'ho ringraziata anche per l'iniziativa sull'Expo, che ho subito sostenuto e che porterò avanti».

 

Guardi però che la Raggi è molto anti-Pd. Spera molto di più in Conte?
«E' stato il presidente del Consiglio nel governo di cui facevo parte. Abbiamo affrontato un momento difficile per il paese, facendo scelte giuste e importanti. Mi sembra che non solo lui ma tutti gli esponenti 5Stelle, a cominciare da Di Maio, siano uniti nell'escludere l'appoggio alla destra».

 

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Parlava dell'Expo. Come la porterà avanti se diventasse sindaco?
«Bisogna rafforzare l'unità di missione, creando un largo comitato promotore che coinvolga la città, le sue forze produttive e sociali, le migliori competenze che ci sono a Roma. L'Expo è un'opportunità di rigenerazione urbana e lo è anche perché l'organismo internazionale che decide l'assegnazione lo fa sempre di più sulla base del cosiddetto post-Expo. Cioè dei miglioramenti permanenti, in fatto di infrastrutture e tutto il resto, del tessuto urbano. I romani avranno una città più moderna».


Ma prima c'è il Giubileo del 2025. Non siamo già in grave ritardo?
«Da ministro dell'Economia ho istituito, nella scorsa legge di bilancio, il tavolo istituzionale per il Giubileo. Da sindaco, incontrerò immediatamente il presidente Draghi e la Santa Sede, per definire gli interventi necessari a mettere Roma in grado di accogliere decine di milioni di pellegrini. Sarà un appuntamento fondamentale sul piano spirituale - il primo Giubileo post-Covid - e una grande opportunità per rendere Roma più bella. Chiederò al governo di stanziare nella prossima legge di bilancio almeno 2 miliardi di risorse aggiuntive destinate a questo evento».

Intanto, la gara con Michetti sarà anzitutto nel recupero degli astensionisti?
«Io mi impegnerò in questi giorni per convincere la maggior parte dei romani, incluso chi non è andato a votare, a recarsi questa volta alle urne. Questa è una scelta storica per Roma. C'è un allineamento dei pianeti che non si ripeterà tanto facilmente: quello tra Pnrr, Giubileo e possibile Expo. Roma non può permettersi di vanificare questa chance, che può cambiare la vita materiale dei cittadini e insieme rilanciare l'immagine e il ruolo di questa Capitale nel mondo».

Ultimo aggiornamento: 9 Ottobre, 13:07 © RIPRODUZIONE RISERVATA