Israele e Gaza, Eydar: «Ci hanno attaccato loro noi siamo pronti a tutto»

Sabato 15 Maggio 2021 di Gianluca Perino
Israele e Gaza, Eydar: «Ci hanno attaccato loro noi siamo pronti a tutto»

Dror Eydar, ambasciatore di Israele in Italia, era necessario l'attacco a Gaza?


«Israele è sotto attacco missilistico da più di quattro giorni. Hamas ha iniziato la sua offensiva lunedì alle ore 18:00 israeliane, lanciando missili verso la nostra capitale, Gerusalemme. E ognuno di quei duemila missili era destinato alle famiglie, ai bambini e agli anziani israeliani. Ne abbiamo neutralizzata una parte considerevole, ma alcuni sono caduti all'interno di Israele e hanno recato danno alle case e hanno colpito le famiglie. Questa è una situazione impossibile, che nessun paese civile potrebbe accettare. Hamas non è un'organizzazione militare, ma un'organizzazione terroristica, il cui documento fondante, la Convenzione di Hamas, è un documento nazista, che parla della distruzione dello Stato di Israele e sostiene l'uccisione di tutti gli ebrei ovunque si trovino. Oltretutto, circa un quarto dei missili lanciati da Hamas è caduto nella stessa Striscia di Gaza e ha ucciso bambini e donne innocenti. Non abbiamo lanciato l'attacco, ma abbiamo risposto ai feroci attacchi di Hamas. E faremo di tutto per proteggere i nostri cittadini. È un ordine categorico supremo».


Quali sono le vere ragioni dietro questa guerra e chi sono i responsabili dell'escalation?


«Hamas si ispira all'Iran, che gli fornisce denaro, armi, tecnologia e addestramento. L'interesse dell'Iran è quello di minare la stabilità in tutto il Medio Oriente, aumentando così la sua influenza e il suo controllo in questa regione: è il caso di Siria, Iraq, Libano, Yemen, ma anche della Striscia di Gaza. Hanno interesse a minare la stabilità all'interno dell'Autorità Palestinese e anche tra i cittadini arabi di Israele. E hanno pianificato questo attacco con molte settimane di anticipo».


Per quale motivo?


«Non hanno bisogno di particolari ragioni per nuocere agli ebrei. Hanno approfittato del sentimento religioso e infiammato il clima con l'antico falso slogan: Al-Aqsa è in pericolo. In pratica, mentre decine di migliaia di musulmani pregavano sul Monte del Tempio, gli ebrei non potevano accedere al Muro Occidentale per pregare, perché dalla moschea venivano lanciate contro di loro pietre, pezzi di ferro e molotov. Facendo così, Hamas ha anche profanato la santità del luogo. Il loro piano era di infiammare Gerusalemme, Samaria e Giudea, e di lasciare Gaza da parte. Ma hanno sbagliato i calcoli».


L'abilità offensiva di Hamas è aumentata notevolmente. Hanno armi più potenti, razzi a lungo raggio e un servizio di intelligence preparato. Chi ha costruito questo apparato? E con il supporto di chi?


«La formazione proviene dall'Iran, anche il denaro, le armi e l'addestramento. Hamas utilizza tutti i rifornimenti che entrano nella Striscia di Gaza per ragioni umanitarie, per i suoi scopi terroristici. Il cemento, ad esempio, destinato alla costruzione di case, viene utilizzato quasi interamente per la costruzione di tunnel terroristici. Le strutture portanti per costruire le case, vengono invece usate per costruire missili. I fertilizzanti progettati per migliorare l'agricoltura, per preparare degli esplosivi. Anche i soldi che arrivano a Gaza dalle organizzazioni umanitarie o da Israele vengono spesi principalmente per i bisogni militari di Hamas. A proposito, Israele fornisce elettricità a Gaza dalla centrale elettrica di Rotenberg ad Ashkelon e fornisce loro acqua dalla stazione Simcha vicino a Sderot. Entrambi i luoghi sono stati colpiti dai missili di Hamas. Il salto di qualità è avvenuto nel 2012, quando i Fratelli Musulmani hanno preso il potere in Egitto per circa un anno, trasferendo a Gaza macchinari pesanti per la lavorazione dei metalli e la produzione di missili».


Come possono queste armi entrare nella Striscia di Gaza?


«La maggior parte dei missili sono di produzione propria e, come dicevo prima, i materiali e il denaro per la loro produzione provengono dagli aiuti umanitari che Hamas sottrae ai suoi residenti per finanziare il terrorismo».


L'Europa, e non solo, sostiene la popolazione di Gaza con tanti fondi: come vengono utilizzati questi soldi? E chi li gestisce?


«Per anni abbiamo avvertito gli europei che il denaro che danno agli abitanti di Gaza - miliardi di euro dei contribuenti - viene utilizzato principalmente per il terrorismo. Hamas e altre organizzazioni stanno sfruttando la generosità degli europei, rubando la maggior parte dei soldi e rifornendo così la loro macchina del terrore. L'ultimo attacco dell'IDF, la scorsa notte, ha rivelato alcune strutture della città che Hamas aveva costruito non per turismo ma per terrorismo. E in gran parte i finanziamenti per questa farsa sono stati presi da fondi europei. Si può tranquillamente seguire la strada che hanno fatto questi fondi da quando sono stati erogati fino a quando sono stati collocati sulla testata di un missile».


Crede che questa operazione possa creare problemi nella convivenza tra ebrei e arabi israeliani in tante città?


«Israele è uno stato di diritto e non accetterà alcuna condotta brutale da parte di qualsiasi settore della sua popolazione. Hamas, l'Iran e mezzi di comunicazione come Al-Jazeera disseminano ormai da anni odio e rabbia fra i cittadini arabi di Israele. La maggior parte dei cittadini arabi è interessata a far parte del tessuto sociale in Israele, e abbiamo già visto molte iniziative di ebrei e arabi che hanno manifestato vicinanza e cooperazione, invitando ad opporsi alla polarizzazione durante i difficili eventi che abbiamo vissuto. Il Primo Ministro e altri leader del Paese, fra cui i leader religiosi, hanno invitato tutti i cittadini a restare uniti e a ricordare che abbiamo tutti il destino comune di vivere insieme. Purtroppo, una piccola ma significativa parte ha ceduto all'istigazione, fatta di toni religiosi apocalittici. Israele non consentirà una situazione di anarchia tra i diversi gruppi della popolazione e sta lavorando per ripristinare la legge e l'ordine nelle città coinvolte. Siamo una società in fase storica di formazione, anche i dolori e le ferite fanno parte della creazione delle fondamenta di una società».


Cosa ne pensa della posizione del governo italiano su questa situazione?


«Siamo stati lieti di vedere il sostegno trasversale al diritto di Israele di proteggere i suoi cittadini e la condanna radicale del brutale attacco terroristico che Israele sta subendo. Ringraziamo il Ministro degli Esteri Di Maio e il suo vice Della Vedova per i messaggi di vicinanza e sostegno nei nostri confronti. Siamo stati anche felici di vedere le manifestazioni di sostegno nelle principali città italiane. I nostri due popoli storicamente condividono un destino comune».


La comunità internazionale chiede il cessate il fuoco: quando vi fermerete?


«Non capisco perché questa richiesta sia rivolta a noi, mentre tutti sanno che è Hamas che ha iniziato questa offensiva prepianificata. Questa è una situazione insostenibile e inaccettabile, in cui deve essere fatto ogni sforzo per far sì che il nemico non voglia proseguire».

 

Ultimo aggiornamento: 17:39 © RIPRODUZIONE RISERVATA