La Lega continua a vincere nelle Regioni, ma l'Autonomia resta in sospeso

di Mario Ajello

“Però, l’autonomia no”. Ripetono questo tutti in Basilicata, anche quelli che hanno appena votato per la Lega regalando a Matteo Salvini il successone del quasi  20 per cento per il Carroccio e della vittoria, più sua che di Berlusconi,  del candidato del centrodestra Bardi.

Ma l’autonomia? Anche dopo il trionfo salvini in Abruzzo il refrain dei cittadini di quella regione fu: “Però  l’autonomia non ci piace....”. E l’autonomia è un  problema per il capo leghista. I risultati alle ultime Regionali (Abruzzo, Sardegna e Basilicata) dimostrano che il Carroccio guadagna al Sud più voti del previsto, anche a scapito dell'alleato grillino.

Perché - ci si chiede nella Lega, ma senza farsi seguire da Fontana e Zaia,  i due governatori del lombardo-veneto - fermare questo trend con una riforma a direzione settentrionale? Meglio aspettare il voto delle Europee, per poi riaprire il dossier da una posizione di forza. Uno scenario che spaventa appunto Zaia e il suo collega lombardo, i quali avrebbero in più occasioni spiegato a Salvini che senza la riforma del federalismo differenziato potrebbero scoppiare i malumori ora sopiti nella Lega. Dove la vecchia guardia e gli iscritti sopra il Po fanno ancora fatica a capire la svolta nazionale del leader.
Martedì 26 Marzo 2019, 10:39
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