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M5S, ombre sui 3,5 milioni di Maduro: documento svelato da un giornale spagnolo

Martedì 16 Giugno 2020 di Cristiana Mangani e Diodato Pirone
M5S, ombre sui 3,5 miloni di Maduro: documento svelato da un giornale spagnolo

 Il sasso nella piccionaia della politica italiana è stato scagliato la mattina presto dalla prima pagina di un giornale di destra spagnolo, l'Abc. Che raccontava con tutti i particolari di una spy-story di un finanziamento cash - e dunque illegale - di 3,5 milioni effettuato 10 anni fa dal governo venezuelano a Gianroberto Casaleggio, fondatore defunto del M5S.

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Lo scoop viene immediatamente denunciato come «fango su mio padre» da Davide Casaleggio e liquidato come fake news dal capo politico del MoVimento Vito Crimi, I pentastellati assicurano che faranno partire una montagna di querele. Smentiscono anche Caracas e il console venezuelano a Milano, Gian Carlo Di Martino, indicato dal quotidiano iberico come la persona che tenuto i contatti con Casaleggio padre.

LA VALIGETTA
La vicenda risalirebbe al 2010, un anno dopo la nascita del M5s. Secondo il documento classificato citato da Abc, l'attuale presidente venezuelano Nicolas Maduro, allora ministro degli Esteri del presidente Chavez, avrebbe all'epoca spedito una valigetta con 3,5 milioni di euro al consolato a Milano indirizzata a Casaleggio padre, fondatore del Movimento con Beppe Grillo e creatore della piattaforma Rousseau. Denaro consegnato dal console Gian Carlo Di Martino all'ideologo del MoVimento, morto nel 2016, indicato da Caracas come «promotore di un movimento di sinistra rivoluzionario nella Repubblica italiana». 

Il denaro sarebbe stato inviato «attraverso valigia diplomatica» dall'allora capo degli 007 venezuelani Hugo Carvajal, da un paio d'anni passato con l'opposizione filo americana del Venezuela, poi espatriato in Spagna e oggi latitante perché ricercato internazionalmente per questioni di droga. Carvajal chiese all'addetto militare in Italia che aveva scoperto la valigetta di «non continuare a riferire sulla questione», perché sarebbe potuto «diventare un problema diplomatico» tra Roma e Caracas.
La somma sarebbe stata attinta da fondi riservati amministrati dall'allora ministro dell'Interno Tareck el Aissami, che è ora sotto sanzioni americane per narcotraffico e riciclaggio.

Sul documento di Abc, confermato dal giornale, è piovuta una netta smentita da Caracas. Il ministro degli Esteri Jorge Arreaza ha parlato di «mitomania dei media della destra mondiale contro il Venezuela». Il console Di Martino ha detto di «non aver mai conosciuto Gianroberto Casaleggio». E che si tratta di una «notizia falsa, già uscita nel 2016» e che «rispunta ora dopo che Maduro ha convocato le elezioni in Venezuela». «Tutto falso e assurdo, adiremo le vie legali», ha confermato l'ambasciata a Roma. 

Anche in casa M5S «si valuteranno le vie legali», ha avvertito Crimi, derubricando la vicenda a «fake news ridicola e fantasiosa» e ricordando che «anche allora realizzammo una campagna elettorale fatta con pochissime risorse e mezzi». Gli ha fatto eco Davide Casaleggio, erede del padre nella gestione di Rousseau, sottolineando che il Movimento «è sempre stato finanziato in modo trasparente ed è stato l'unico a rendere pubblici tutti i bilanci». 
Da Madrid la direzione giornalistica di Abc ha confermato tutto, chiarendo di aver verificato le fonti. E alimentando così il fuoco di fila delle opposizioni a Roma. «Al governo, anziché il modello Genova per rilanciare l'economia, c'è un modello Cgil-Venezuela», ha attaccato Matteo Salvini.

«L'esecutivo riferisca in aula al più presto», è la richiesta di Giorgia Meloni leader di Fratelli d'Italia. Per Forza Italia Antonio Tajani ha annunciato che presenterà un'interrogazione all'Alto Rappresentante Ue Josep Borrell mentre Maria Stella Gelmini ha attaccato frontalmente la doppia morale grillina. In punta di piedi le reazioni del Pd che indica una generica necessità di fare chiarezza.

Per completare il quadro vanno ricordati i robusti rapporti coltivati negli anni dai 5Stelle con il governo del Venezuela guidato prima da Chavez e ora da Maduro. Durante la gravissima crisi istituzionale del 2019, quindi con il governo Conte/1, i grillini spinsero l'esecutivo alla neutralità fra l'esecutivo venezuelano e l'opposizione liberale. Tutti gli altri governi dell'Occidente si schierarono con l'opposizione..

Ultimo aggiornamento: 13:25 © RIPRODUZIONE RISERVATA