Le pensioni di cittadinanza verso lo slittamento al 2020

Martedì 18 Dicembre 2018 di Luca Cifoni
La pensione di cittadinanza potrebbe finire in una legge delega e quindi di fatto slittare al 2020, contribuendo così alla riduzione del fondo da 9 miliardi per il reddito di cittadinanza che doveva contenere al suo interno anche il nuovo sussidio calibrato per i pensionati. È questa una delle ultime novità sul tavolo del governo in vista della stesura finale della legge di Bilancio, insieme al possibile innalzamento della soglia al di sopra della quale scatterebbe il contributo di solidarietà per le pensioni alte: si parla di portarla a 100 mila dai 90 mila originariamente previsti, sempre con un prelievo a scaglioni che arriverebbe al 40 %per la quota al di sopra dei 500 mila euro.

In contemporanea l'istituzione del reddito di cittadinanza sarebbe dovuto salire a 780 euro mensili anche l'importo dei trattamenti erogati dall'Inps che hanno una componente assistenziale parziale o totale, dalle pensioni integrate al minimo agli assegni sociali: una giungla di prestazioni nella quale occorrerebbe razionalizzare e mettere ordine, con il rischio concreto di ridurre i benefici per una parte della platea a fronte degli aumenti per altri. Basta pensare che era già stato preso in considerazione il ricorso all'Isee, mentre oggi la gran parte di questi trattamenti sono erogati sulla base del reddito personale o familiare. La via della delega permetterebbe di procedere con più cautela ed allo stesso tempo può assicurare una minore spesa di oltre 1 miliardo. Le risorse messe insieme con i tagli alle pensioni alte e il nuovo blocco dell'adeguamento all'inflazione - destinate in chiave solidaristica a questa voce - andrebbero invece a migliorare i saldi.
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