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MARIO DRAGHI

Governo, il pressing dei partiti per i ministri politici, Draghi per ora resiste

Lunedì 8 Febbraio 2021 di Marco Conti
Governo, il pressing dei partiti per i ministri politici, Draghi per ora resiste

I partiti sono una tonnara nella quale si agitano leader che faticano a gestire la svolta. Sotto la patina del via libera a Mario Draghi ribollono accuse e risentimenti.

Nella Lega i tormenti si attorcigliano intorno alla durata dell’esecutivo che allontana una vittoria elettorale che, dopo la caduta del Conte2, in molti davano per scontata e vicinissima. Salvini se ne fa interprete fiutando, forse, che dalla durata dell’esecutivo possa in qualche modo dipendere - in maniera opposta - anche la sua alla guida del Carroccio.


IL PIEDE


Ma è nel Pd e nel M5S che lo scontro continua ad essere più aspro e destinato ad esplodere dopo che il presidente incaricato avrà letto la lista dei ministri. Il segretario del Pd è andato ieri in tv e a Lucia Annunziata ha spiegato che sarà Draghi a decidere «il perimetro, i contenuti e la forma del governo» «altrimenti partiamo con il piede sbagliato». Tra i dem sono però in tanti ormai a sostenere che «troppe volte in questa crisi siamo partiti con il piede sbagliato», compresa «l’idea dell’astensione» - avanzata sabato da Goffredo Bettini e poi smentita - o quella «di appoggiare il governo senza però entrare» con propri ministri favorendo quindi la nascita di un esecutivo tutto tecnico.

La rivolta del partito, con in testa i ministri uscenti, ha costretto Zingaretti ad aggiustare il tiro lasciando liberi di esercitarsi tutti coloro che sperano o di restare o di entrare. I dem continuano a sperare che prima o poi sia solo la “maggioranza Ursula” a sostenere il governo e confidano negli arrivi dei migranti per rimettere fuori gioco lo scomodo alleato leghista che però fa il pragmatico e, per ora, sembra più interessato ai 209 miliardi del Recovery Plan che ai barconi.


Draghi ha trascorso tutto il fine settimana nel suo “buen retiro” di Città della Pieve senza mai uscire, ma lavorando molto di telefono. Colloqui telefonici che non possono non aver coinvolto il Capo dello Stato dal quale potrebbe presentarsi mercoledì per sciogliere la riserva e il giorno dopo, o al massimo venerdì, con la lista dei ministri per il giuramento. Stringere sui punti del programma facendo slalom tra le contorsioni dei partiti, non sarà facile anche se alternativa non c’è e il dibattito interno ai partiti svela una buona dose di smarrimento.


Nel pomeriggio Draghi inizierà il secondo giro di consultazioni che terminerà mercoledì con gli incontri con le parti sociali. E’ probabile che il premier incaricato passi dalla fase dell’ascolto a quella delle sintetica illustrazione delle cose da fare, ma è molto difficile che presenti un programma che possa escludere le forze politiche - Lega in testa - che si sono dette disponibili ad appoggiarlo.

Parlerà invece di cose molto concrete: lavoro, investimenti, Recovery Plan, campagna vaccinale, riforme da fare. Non una parola sulla squadra di governo per la quale vale quel «fidatevi» ripetuto più volte in occasione del primo giro di incontri. A quel «fidatevi» sono appese le speranze grilline di avere una «congrua rappresentanza» nell’esecutivo che tenga conto anche del peso parlamentare del Movimento. Esigenze di visibilità, da spendere anche nella mai sopita contesa interna, e la necessità di caratterizzare politicamente l’esecutivo, spingono i grillini a chiedere a Draghi posti per i loro big. E’ anche per questo che la tentazione dei dem dell’esecutivo tecnico - sorta dopo la scelta della Lega di entrare in maggioranza - è naufragata.


Il lavoro del presidente della Camera Roberto Fico è stato molto utile a Draghi e anche a Mattarella, ma nel Movimento le tensioni non si sono placate e la composizione finale della squadra di governo è destinata ad alimentarne altre. Traghettare tutta la pattuglia parlamentare non sarà facile, la scissione sembra dietro l’angolo anche se nessuno degli eletti tifa per la fine della legislatura.

Ultimo aggiornamento: 09:42 © RIPRODUZIONE RISERVATA