Marta Fascina: «Carfagna e Gelmini irriconoscenti». La risposta: «Leali ma non siamo serve»

Parla lady Berlusconi: «Ogni voto dato a loro è per il Pd»

Silvio Berlusconi e Marta Fascina
Silvio Berlusconi e Marta Fascina
Lunedì 5 Settembre 2022, 11:20 - Ultimo agg. 6 Settembre, 13:06
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Parla Marta Fascina e già questa è una notizia. La deputata di Forza Italia e compagna di Silvio Berlusconi è avvezza ai riflettori ma molto meno ai microfoni. Si confessa al condirettore di Libero Pietro Senaldi, a margine di una trasmissione televisiva. E si toglie qualche sassolino dalla scarpa.

Come quando commenta la fuoriuscita dal partito di volti storici di FI come Mariastella Gelmini e Mara Carfagna, ora in Azione con Carlo Calenda. «Hanno per anni ricevuto prebende e incarichi apicali nel partito e nelle istituzioni grazie al presidente Berlusconi e ciononostante, oltre all’incoerenza e al tradimento del patto elettorale, hanno manifestato una grave irriconoscenza umana e politica nei confronti di chi li ha politicamente creati», dice Fascina. «Ogni voto dato a loro è per il Pd», l'affondo.

Nel pomeriggio è arrivata una dura risposta dalla Gelmini. «Noi siamo state sempre leali ma non siamo serve, siamo donne libere e di fronte alla caduta del governo Draghi e a una deriva sovranista e populista che Forza Italia ha intrapreso e che e' sotto gli occhi di tutti, io e Mara Carfagna, come tanti altri parlamentari ed esponenti del territorio, abbiamo fatto la scelta di non concorrere e di non condividere quella responsabilità», la replica al vetriolo. 

«Non rinnego nulla di quello che è stato in Forza Italia - riprende Gelmini - ma non mi riconosco nell'ultima stagione di questo partito perché c'è stata una deriva a destra, uno sbilanciamento del baricentro a destra lontano da una ricetta liberale da un posizionamento moderato e popolare che erano le caratteristiche di Forza Italia».

Contro i «cambi di casacca parlamentari», annuncia da parte sua Fascina, i forzisti presenteranno in Parlamento una nuova proposta di legge. «Chi è eletto sotto leinsegne di un partito e poi, per ragioni più o meno comprensibili, decide di cambiare idea, deve avere il coraggio di dimettersi e di lasciare il Parlamento. Non è possibile assistere a fenomeni di transumanza che altro non fanno che ingrossare il solco che divide elettori ed eletti incidendo negativamente anche sulla fiducia nei confronti della politica». 

Ma il protagonista dell'intervista, va da sé, è il patron azzurro Berlusconi. Con cui Fascina si è unita in un "matrimonio simbolico" celebrato lo scorso marzo a Villa Gernetto, in Brianza. «Come si può pensare che Berlusconi, figura di spicco del Ppe, capo di governo più acclamato dal Congresso americano, possa voltare le spalle all’Occidente, alla Nato, all’Unione europea?», si chiede la deputata trentaduenne, originaria della Calabria. Fascina riavvolge il nastro e torna al vertice di Pratica di Mare che nel 2002 ha visto stringersi la mano sul litorale laziale George Bush e Vladimir Putin, con Berlusconi a officiare una photo opportunity rimasta nella storia. «Il nostro presidente ha avuto il merito di porre fine alla Guerra Fredda con gli accordi di Pratica di Mare, vero e ineguagliabile miracolo di politica estera».

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E a chi critica l'eccessiva vicinanza dell'ex premier a Vladimir Putin e parla di ambuigità sulla guerra russa in Ucraina, Fascina risponde secco. «Il presunto «filoputinismo», ribatte, non è che «il tentativo, straordinario per quanto non riuscito fino in fondo a causa di errori di altri, di avvicinare, attraverso Putin, la Federazione Russa al mondo occidentale, sottraendola alla egemonia neoimperialista della Cina comunista».

Non manca però un passaggio su Matteo Salvini e Giorgia Meloni, i due alleati con cui il Cavaliere si immagina al governo del Paese tra meno di un mese. Saranno vere le tensioni di cui tutti parlano? Di certo Fascina conosce il segretario della Lega e la leader di FdI, incontrati in innumerevoli vertici di coalizione a Villa Grande, Arcore e, in Sardegna, a Villa Certosa. «Loro sono storici e leali alleati di Forza Italia. Insieme governiamo la maggioranza delle regioni italiane e centinaia di comuni», spiega lei. «L'alleanza di centrodestra, che il nostro presidente ha creato e coltivato sin dal 1994, è forte, coesa e apprezzata dal popolo italiano».

 

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