MARIO DRAGHI

Matteo Salvini: «Lega nel governo al 100%. Su Roma serve uno scatto»

Mercoledì 5 Maggio 2021 di Mario Ajello
Salvini: «Lega nel governo al 100%. Su Roma serve uno scatto»

Draghi governa e Lega e Pd litigano. Questa l’impressione che hanno i cittadini. Non crede che non sia una buona impressione, senatore Salvini
 «Io non litigo, vorrei soltanto che si riconoscesse il sacrificio, la disciplina e l’esasperazione dei cittadini che chiedono alla politica una cosa: tornare a vivere e a lavorare! Con tutte le precauzioni di buonsenso e nelle zone col virus sotto controllo: mascherine, distanze, vaccini, tamponi, ma senza rinnegare più nulla delle nostre libertà fondamentali che sono, prima di tutto, la libertà di muoversi nella propria città senza dover guardare con preoccupazione allo scattare di un coprifuoco ormai ingiustificato. Gli italiani hanno dato fiducia a questo governo: ora è il governo che deve avere fiducia negli italiani. Riaperture entro metà maggio e via il coprifuoco». 

 

 

La accusano di somigliare a Bertinotti. Crede che giovi al Paese essere di lotta e di governo?
«Non posso essere un fascista il lunedì e un Bertinotti martedì. Chi mi critica si decida... Scherzi a parte, noi siamo pienamente al governo per condurre, nel governo, con il governo, la lotta epocale per la ripartenza del nostro Paese.  Tutto ciò che stiamo facendo, lo stiamo facendo per gli italiani. Quando il nostro sottosegretario Durigon si batte per non far partire milioni di cartelle esattoriali, lo fa per gli italiani. L’allarme per le migliaia di sbarchi di questi giorni, serve a difendere i confini del nostro Paese. Quando riusciamo a far approvare un emendamento che finalmente riconosce la Lingua Italiana dei Segni, diamo un segnale di vicinanza a migliaia di italiani. Quando sblocchiamo decine di migliaia di procedure di sfratto, separando chi è davvero in difficoltà dai furbetti che hanno approfittato dell’emergenza, restituiamo giustizia e diritti ai proprietari di casa. Senza dimenticare il grande lavoro del ministro Giorgetti, alle prese con le centinaia di crisi aziendali, dove mi auguro che il modello che ha salvato la Corneliani di Mantova, con intervento pubblico-privato, possa estendersi con successo anche ad altre realtà in sofferenza. Questa è l’unica lotta che ci interessa, la lotta della concretezza. Aggiungo un’altra cosa: grazie alla Lega è stato istituito un fondo di 10 milioni per aiutare i genitori separati che hanno perso il lavoro. Chiedo a chi vive al Quarticciolo o a Tor Bella Monaca: vi interessano di più lo ius soli del Pd o gli 800 euro che grazie alla Lega aiuteranno migliaia di mamme e di papà?».

Siamo già in piena campagna elettorale per le comunali ma di tutto si parla tranne che dei problemi delle città. E’ mai possibile che su Roma il centrodestra non ha un candidato?
 «La gestione Raggi è stata disastrosa, l’ultimo problema in ordine di tempo è lo scempio della colata d’asfalto sul Lungotevere che ora la Soprintendenza chiede di rimuovere. Roma non può permettersi certi sfregi, sto leggendo con interesse il libro dell’amico Francesco Giro “Interesse Capitale” che offre spunti interessanti. Prima dei nomi, al centrodestra chiedo uno scatto di orgoglio e di audacia perché il nome della nostra Capitale torni a essere sinonimo di cultura, di bellezza e di futuro».   

 Roma non è talmente più importante dell’incomunicabilità tra lei e la Meloni per cui dovete accordarvi subito su un nome? A chi pensate dopo il no di Bertolaso? E tra quanto farete questo nome? 
«Stimo Giorgia, e come in tutte le altre città al voto nei prossimi mesi troveremo la miglior soluzione perché Roma torni a occupare il posto nel mondo che le spetta». 

Nel Recovery spariti i soldi per la capitale. Nessuno, tranne rari casi, si è sollevato. Come si fa a volere il voto dei romani senza battersi per Roma? Di quanti soldi ha bisogno la capitale, come ottenerli e per farci che cosa? 
 «Innanzitutto, nel Recovery c’è il Piano “Roma Caput Mundi” voluto dal nostro ministro per il Turismo, Massimo Garavaglia: 500 milioni di euro che saranno messi in circolo per rilanciare l’attrattività della Capitale nel mondo. Interventi propedeutici per attrezzare Roma in vista del prossimo Giubileo. Ovviamente, si tratta soltanto di un primo passo, a cui ne seguiranno molti altri, quando le voci di spesa del PNRR saranno declinate in modo più preciso, progetto per progetto. Noi vigileremo perché Roma sia protagonista di questa straordinaria occasione di crescita».

 Come rilanciare l’ombelico d’Italia, a cominciare dal Lazio?
«La politica, senza distinzioni, deve prendere l’impegno di ricostruire le aree terremotate del centro Italia, di cui non possiamo ricordarci solo quando si celebra l’anniversario di quella tragedia. Se davvero vogliamo guardare al futuro, non possiamo più permetterci certe macerie del passato. Anche perché il Lazio ha assoluto bisogno di infrastrutture che colleghino Roma al suo meraviglioso territorio circostante, così come di connessioni con il versante adriatico della penisola. In questo senso, la realizzazione della tratta ferroviaria Roma-Pescara nelle opere previste dal Recovery è una buona notizia».

 Lei sarà capolista a Roma? E chi mettete nella vostra lista? Ci dia qualche nome... 
 «Con tutto il rispetto, oggi i miei pensieri sono riservati a vaccini, riaperture, indennizzi per palestre, ristoratori e tutte le altre categorie che hanno sofferto più di altre in questa crisi. Ammetto che, da milanista, invidio Lazio e Roma. I biancocelesti ci hanno appena battuti mentre i giallorossi hanno ingaggiato Mourinho. Un segnale importante per tutto il calcio italiano». 

 Una curiosità: come mai ha evitato lo scontro aperto con Fedez?  Perché è una potenza social? Perché molti vostri elettori magari sul ddl Zan la pensano come lui?
 «A dir la verità, se c’è qualcuno che ha evitato non lo scontro, ma il confronto con me, non sono io... Se cambiasse idea, sono qui». 

Ultima domanda. Draghi fino al 2022 al governo e poi al Colle oppure a Palazzo Chigi fino alla fine della legislatura?
 «Io non posso mettere in campo nient’altro che il mio impegno e quello della Lega per governare al meglio delle nostre capacità. Lo stiamo facendo dal primo giorno di questa anomala esperienza e lo faremo fino all’ultimo minuto in cui avremo la possibilità di fare il bene degli italiani, anche a costo di litigare con l’Europa come nel caso di Alitalia. A darci la certezza di aver fatto la scelta giusta è l’urgenza di riparare ai disastri di chi ci ha preceduto. A guidarci è la stella polare della concretezza, insieme alla garanzia di avere in Mario Draghi una figura di indiscutibile profilo e competenza».
 

Ultimo aggiornamento: 8 Maggio, 19:52 © RIPRODUZIONE RISERVATA
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