Meloni: «Salvini guida la coalizione, però non lo faccia pesare. Il Campidoglio? Non corro»

Domenica 20 Ottobre 2019 di Mario Ajello

Onorevole Meloni, piazza di tutti ma alla fine sul palco solo i simboli della Lega. Salvini s'allarga troppo?
«A noi è sembrato riduttivo che ci fossero solo i simboli del Carroccio. Non era giusto che i nostri dovessero sentirsi ospiti in una piazza di altri. Come s'è visto, a San Giovanni c'erano moltissimi Fratelli d'Italia. Anche Salvini si è reso conto di questo ed è venuta fuori una piazza bellissima, piena di gente e partecipata da tutti i partiti. Il nostro popolo vuole vederci uniti e vederci vincere».

Centrodestra in piazza: «Da oggi non siamo più una maggioranza silenziosa»
Giorgia Meloni a Roma: «Migranti, se servono muri si costruiscono. Diventare italiano? Non è un diritto»

Non crede, però, che Salvini pensi solo a se stesso?
«Finora non ha dato particolari segnali di voler fare il leader della coalizione. Ha preferito fare il capo del suo partito».

Berlusconi come guida del centrodestra era più inclusivo e generoso?
«In quel ruolo, è stato una persona che capiva che, quando sei forte, non hai bisogno di farlo pesare».

Quanto a lei, i leghisti - magari per imbrigliarla - insistono nel volerla sindaco di Roma. Può dirci una parola definitiva su questo tormentone?
«Non mi ricandiderò in Campidoglio. Ci sono tutte le carte in regola per vincere le prossime elezioni a Roma. E di trovare una candidatura adatta. Intanto, sono contenta che Salvini, come ha detto proprio al vostro giornale, abbia cambiato idea sul ruolo e sui poteri della Capitale. Spero che questa svolta sia autentica e, se fosse così, la considererei anche una mia vittoria. Perché da mesi dico e ripeto che chi si vuole alleare con noi alle amministrative per Roma deve avere idee molto chiare e propositi che, senza alcuna possibilità d'equivoco, siano in favore della Capitale. La quale deve avare uno status nuovo e diverso, non solo sulla carta, e poteri e risorse come quelli che detengono le altre grandi capitali europee. Questa anomalia italiana deve finire».

Ma lei ci crede che il leader lumbard sia diventato filo-romano?
«Io sono una persona ottimista. E una persona che dice sempre la verità e quindi presuppongo che anche gli altri la dicano».

Il fatto che lei insiste sempre sul patto anti-inciucio nel centrodestra e i suoi alleati non lo vogliono firmare non la impensierisce un bel po' sulle sorti della vostra coalizione?
«Io propongo sempre il patto anti-inciucio, perché dobbiamo lavorare a una nuova legge elettorale che dia il premio di maggioranza a chi vince. La legge attuale non lo dà, e infatti noi a differenza di Forza Italia e Lega non la votammo. Il Rosatellum non garantisce dagli inciuci e dai ribaltoni. Quindi noi con un patto d'onore dobbiamo evitare questi rischi».

E perché Salvini e Berlusconi continuano a dire di no?
«Dicevano di no, forse perché tenevano aperte altre ipotesi di alleanze... Ma ora è cambiata la fase. Voglio escludere che la Lega oggi prenda in considerazione l'ipotesi di tornare con i 5 stelle. E spero che anche Berlusconi abbia definitivamente chiuso i ponti con Renzi».

Sicura?
«La mia speranza è questa».

Come si sente ad aver superato, nei sondaggi, Forza Italia?
«Non è una gara tra di noi. Sono contenta comunque che Fratelli d'Italia sia ormai un partito VICINO alla doppia cifra. Ciò è frutto di un lungo lavoro. Siamo stati ostinati e ci siamo mossi nella giusta direzione, senza cedere alla tentazione d'imboccare scorciatoie e i risultati si vedono».

Ora si tratta, per crescere ancora, di rubare voti alla Lega scatenando una competizione tra alleati?
«Prima che in quello della Lega, ci sono diversi altri campi da dove attrarre consensi. Guardo per esempio all'elettorato deluso dei 5 stelle. Immagino quelli che hanno votato M5S per mandare a casa Renzi e adesso si trovano Di Maio che prende ordini dalla Boschi. Ma c'è anche il campo di quelli che hanno votato per la sinistra. L'Umbria da questo punto di vista è interessantissima. Incontro in questa regione tanta gente sempre stata a sinistra, e che credeva che la sinistra stesse con il popolo, ormai disillusa. Si sono accorti che il Pd sta con le banche. Anche per questo sono convinta che in Umbria domenica prossima, vinceremo».

Ma tanto non vale come test politico generale. Non dicono così Conte e Di Maio?
«E' ovvio che lo dicano. Non è un test nazionale è la frase fatta che pronuncia chiunque mentre SI sta per perdere. Poi noi ci concentreremo sulle altre partite. Mentre Conte e il suo governo continueranno a fare i loro disastri, spianandoci la strada per tornare al governo. Ma intanto è importante, ribadisco, che Salvini e Berlusconi mettano come ho fatto io la firma sul patto anti-inciucio. Davanti a 200 mila persone ho chiesto loro di impegnarsi a dire mai più con M5S e Cinque stelle».
 

Ultimo aggiornamento: 16:14 © RIPRODUZIONE RISERVATA