Michetti, la strategia per il ballottaggio: caccia agli elettori M5S (e chiama la Raggi)

Mercoledì 6 Ottobre 2021 di Francesco Pacifico
Michetti, caccia agli elettori 5Stelle. L'invito a Virginia Raggi: «Prendiamo un caffè»

«Caro Enrico, complimenti per il risultato e per i toni corretti usati in campagna elettorale». «Cara Virginia, grazie per la telefonata, perché non ci prendiamo un caffè assieme per parlare?». L'appuntamento va ancora fissato, ma Enrico Michetti, candidato del centrodestra al Campidoglio, e la sindaca uscente dovrebbero vedersi in settimana. Ieri è stata lei - come del resto ha fatto anche con Roberto Gualtieri - a telefonare all'avvocato-tribuno. Il quale, prima non ha potuto risponderle perché impegnato in una conferenza stampa con Giorgia Meloni, quindi, appena ha potuto, si è affrettato a richiamarla. Una conversazione è stata molto cordiale e si è conclusa con la promessa di rivedersi al più presto. Anche per parlare del futuro di Roma e di quello di entrambi.

 

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Michetti, caccia agli elettori 5Stelle

Né Michetti né Raggi, spiegano dai rispettivi entourage, si aspettano un accordo in vista del secondo turno. Detto questo, l'interesse è reciproco a rendere pubblica la cosa. La sindaca vuole valorizzare al meglio (nei confronti del centrosinistra e anche del M5S) il suo quasi 20 per cento, anche mostrandosi ecumenica. Al centrodestra non dispiace lanciare come messaggio all'esterno che Raggi abbia un rapporto migliore con Michetti che con Gualtieri. E infatti hanno già iniziato a fare tutte le pressioni del caso per spingere l'ex sindaca a non dare indicazioni di voto a favore all'ex ministro dell'Economia, come invece si accingerebbe a fare Giuseppe Conte. Per esempio molti consiglieri uscenti di Fratelli d'Italia e Lega in Campidoglio hanno iniziato a contattare i loro ex colleghi grillini per creare un rapporto, mai esistito nei cinque anni della precedente consiliatura. Tutto questo perché nella strategia del centrodestra si vince la poltrona di sindaco di Roma se si recuperano i voti che al primo turno sono andati a Raggi, più che quelli a Calenda. Ieri Michetti, alcuni parlamentari romani e lo staff dell'avvocato romano hanno tenuto una lunga riunione per delineare la campagna elettorale per il ballottaggio.

 

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L'AGENDA


Strategia e agenda non sono state ancora definite, ma le direttrici sembrano chiare. Intanto Michetti deve cambiare i toni. Ieri, con accanto Meloni, ha alzato i decibel lamentandosi che «la linea D della metro è sulla carta da 20 anni», che «è demenziale trasferire la Roma-Lido alla Regione» e che - stampa e alleati in primis - bisogna concentrarsi sul programma, «perché la campagna elettorale è stata offuscata da vicende esterne a Roma». Soprattutto, visto l'altissimo astensionismo, Michetti dovrà confermare, riportando ai seggi, il 30,4 per cento del primo round. Ma dovrà anche recuperare almeno quei due o tre punti percentuali persi per quei simpatizzanti del centrodestra che hanno disertato le urne. O quell'uno per cento che ha optato per il voto disgiunto. Quindi, potenziare il focus sulle periferie, già molto battute finora. Il ragionamento che fanno nel centrodestra è semplice. Spiega un parlamentare: «Noi dobbiamo parlare a tutti gli elettori nelle file dei calendiani e della Raggi che non vogliono votare a sinistra. La maggior parte di questi ultimi sta in periferia: non solo gli astensionisti, ma guardiamo al 13 per cento di consensi nel IV Municipio che non è bastato per far rieleggere Roberta Della Casa e al 14,5 di Giuseppina Castagnetta al XIII, anche lei battuta. Sfruttiamo la rabbia dei grillini al VI, dove il Pd è pronto a fare ricorso contro Francesca Filipponi, che ha strappato il ballottaggio per 7 voti».

 

 


LA STRATEGIA

 

A parlamentari, consiglieri e presidenti di Municipio più votati è stato già detto di tenersi pronti perché, come ha spiegato ieri Giorgia Meloni, «si dovrà andare a raccogliere i voti casa per casa». In epoca di comizi resi impossibili dal Covid, ecco tanti eventi di piazza. Forse torneranno anche i comitati elettorali come quelli della Prima Repubblica. La comunicazione sarà incentrata sui programmi, denunciando i disservizi delle municipalizzate (tema molto caro a Calenda) oppure sulle mancanze di Gualtieri come ministro. Sempre la Meloni ieri ricordava: «Non ha messo un euro del Pnrr per Roma e ha fatto un accordo su Alitalia che ha lasciato a casa 7mila persone». Michetti ha già annunciato che «da sindaco» chiederà «a Draghi un tavolo per riportare il tricolore sugli aerei della compagnia» e farà in modo che «da Roma voli verso tutte le Capitali del mondo».

Ultimo aggiornamento: 9 Ottobre, 13:07 © RIPRODUZIONE RISERVATA