Elezioni Puglia, Calenda: «Emiliano satrapo senza scrupoli, è un Caudillo sudamericano»

Martedì 22 Settembre 2020
Elezioni Puglia, Calenda: «Emiliano satrapo senza scrupoli, è un Caudillo sudamericano»

Dopo la netta sconfitta del suo candidato (e di Renzi) Ivan Scalfarotto (che non è arrivato nemmeno al 2% dei voti) in un'intervista a La Stampa Carlo Calenda, leader di Azione, non le manda a dire sul vincitore Michele Emiliano. «La Puglia è governata da un satrapo senza scrupoli che compra consensi a suon di assunzioni» mentre al referendum «non è andata così male. All'inizio nessuno avrebbe scommesso sul trenta per cento dei no. Fra di loro ci sono molti elettori del Pd. Sarò il portavoce di questo scontento». 

Ora «arriverà una legge con soglia alta di sbarramento. Per me va benissimo» ma non è, per l'ex ministro, il momento di un 'matrimonio' con Italia Viva: «Renzi è organico al governo, e poiché la politica è fatta di atti e non di parole finché lo sosterrà non c'è nessuna convergenza possibile». Una vittoria dell'asse Pd-M5s e di Zingaretti? «Se vincere significa abbandonare le proprie idee e consegnarsi mani e piedi ai Cinque Stelle, sì, Zingaretti ha vinto. Molti in Puglia hanno votato Emiliano per fermare le destre, peccato non si siano accorti che hanno votato un Caudillo sudamericano».

Per Calenda il Conte II durerà ancora «moltissimo, almeno fino alla scelta del prossimo presidente della Repubblica. Ora che hanno la scusa di gestire la riforma costituzionale e la legge elettorale non schiodano fino al 2023». Su Zaia, fosse stato veneto Calenda non l'avrebbe votato, ma conferma «che se ci fosse la necessità di un governo di larghe intese e la Lega fosse guidata da uno come lui bisognerebbe farlo».

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