MARIO DRAGHI

Pa, Draghi accelera oggi il decreto sulle assunzioni: sbloccati solo i 25 mila posti previsti dal Pnrr

Venerdì 4 Giugno 2021 di Luca Cifoni
Pa, Draghi accelera oggi il decreto sulle assunzioni: sbloccati solo i 25 mila posti previsti dal Pnrr

A poco più di un mese dall'invio a Bruxelles del testo completo di tabelle e appendici, e con il decreto semplificazioni ormai pubblicato in Gazzetta ufficiale, il governo dovrebbe completare oggi la cassetta degli attrezzi del Recovery Plan approvando il provvedimento per le assunzioni finalizzate all'attuazione degli investimenti e delle riforme concordati con l'Unione europea.

Ci dovrebbero essere solo quelle, per un numero complessivo vicino alle 25 mila unità: ieri sera in una riunione della cabina di regia con il premier Mario Draghi è stato sostanzialmente bloccato il tentativo di allargare le maglie del decreto, inserendo ulteriori ingressi di personale richiesti dai vari ministeri. Non ci sarà quindi un'infornata generalizzata, come qualche titolare di dicastero avrebbe voluto. È stato però raggiunto un compromesso che prevede la possibile autorizzazione del Mef a ulteriori ingressi una volta che saranno definiti dettagliatamente i progetti, comunque legati all'attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Ma il relativo finanziamento arriverà solo in una fase successiva.

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Il provvedimento contiene essenzialmente le procedure per questi inserimenti che - va ricordato - riguardano soprattutto dipendenti a tempo determinato. La formula è quella di contratti di cinque anni (più precisamente tre con l'opzione di altri due); dunque allineati con la durata temporale del Pnrr che è destinato a concludersi tassativamente entro il 2026. Tuttavia i nuovi arrivati, se operano bene, avranno poi buone possibilità di essere confermati nella pubblica amministrazione perché il loro lavoro rappresenterà un titolo preferenziale per futuri concorsi. Ci saranno però altri canali di ingresso: quello relativo ai professionisti, per il quale entrerà in gioco il portale modello Linkedin che potrà essere alimentato anche dai relativi Ordini professionali, e quello riservato a studiosi di particolare competenza. In più dovrebbe essere ampliata la possibilità di attingere a dirigenti esterni articolo 19 comma 6, una scelta contestata da alcune associazioni di manager pubblici.

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LA VELOCITÀ
Il punto-chiave è la semplificazione delle norme, finalizzata alla velocità: le procedure, essenziali e incentrate su un colloquio, dovrebbero terminare al massimo in 100 giorni in modo da rendere il nuovo personale operativo il prima possibile. Un altro nodo da sciogliere nel provvedimento riguarda il trattamento economico: l'idea è far crescere le retribuzioni effettive attraverso lo sblocco dell'attuale tetto al salario accessorio. Si studiano anche meccanismi finalizzati a garantire un'adeguata presenza di donne e giovani nel nuovo contingente di dipendenti pubblici: tra le ipotesi quella di allargare la quota femminile nelle commissioni di concorso.


Per quanto riguarda i settori coinvolti, il testo del Pnrr privilegia quello della giustizia, destinato ad assorbire circa 22 mila figure professionali. D'altra parte proprio la riforma della giustizia è uno degli obiettivi più sfidanti di tutto il piano, con l'impegno ridurre significativamente la durata dei processi. Per 5.350 nuovi dipendenti (ingegneri e tecnici informatici) il compito sarà aiutare gli tribunali e procure a modernizzarsi, mentre 16.500 giuristi, economisti e laureati in scienze politiche lavoreranno in modo specifico nei nuovi uffici del processo. Altre 340 nuove figure professionali saranno destinate in particolare alla giustizia amministrativa. Tra i nuovi ingressi c'è poi quello dei 1.000 professionisti della task force digitalizzazione, che dovranno aiutare specificamente la Pa a ripensare e velocizzare le sue procedure a partire da quelle per l'edilizia. Altre figure specializzate andranno a collaborare con gli enti territoriali, Regioni e Comuni, che attualmente non sono in grado - in molte aree del Paese - di gestire le nuove procedure nei rigidi tempi previsti. Ci sono poi le 350 assunzioni destinate alla Ragioneria generale dello Stato, snodo chiave di tutto il Recovery Plan.
 

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