MARIO DRAGHI

Quirinale, così Forza Italia e M5S “spingono” Draghi fino al 2023: no al voto anticipato

Da Berlusconi e Di Maio parole chiare sul futuro del premier

Domenica 28 Novembre 2021 di Mario Ajello
Quirinale, così Forza Italia e M5S spingono Draghi fino al 2023: no al voto anticipato

Il partito del non voto anticipato, del mandare avanti la legislatura fino al 2023 garantendo agli attuali parlamentari la pensione e ai partiti in difficolta un po’ di tempo per riprendersi, è in una fase di grande attivismo in vista del voto per il Quirinale. Guarda caso a chiedere la permanenza di Mario Draghi a Palazzo Chigi, ovvero a non volere il trasloco del premier sul Colle, sono anzitutto M5S e Forza Italia forse le due forze politiche più spaventate dallo scenario delle urne anticipate. O meglio, più che Conte, nei 5 stelle è Di Maio - il più attento a coccolare il corpaccione del movimento - a dire con maggiore nettezza che Draghi deve restare al governo fino alla fine senza strappi e rischiose soluzioni di continuità.

Draghi? «Resti in carica al governo fino al 2023»: cosa hanno detto Di Maio e Berlusconi

«L’Italia non può permettersi di perdere Mario Draghi. Anche perché il 2022, al di là delle scelte che la politica farà sul Quirinale, è l’anno in cui si avvierà il dibattito sul nuovo Patto di stabilità». Così il ministro degli Esteri dice la sua sulla corsa al Colle. Avanti con Draghi premier, ecco. Identica la posizione di Silvio Berlusconi. Ribadita e rilanciata proprio oggi. Così il Cavaliere: «Stiamo fronteggiando l'emergenza sanitaria ed economica più grave del dopoguerra. Mai come oggi gli italiani a chi li governa chiedono buonsenso, chiedono equilibrio, chiedono competenza. Queste sono le caratteristiche che noi mettiamo in campo ogni giorno e sono le ragioni per le quali per primi abbiamo chiesto di dare vita a un governo di emergenza come quello presieduto da Mario Draghi, nel quale tutte le forze politiche hanno messo da parte qualcosa della propria identità, per rimboccarsi le maniche insieme».

Centrodestra, è guerriglia. E Berlusconi fa acquisti tra i deputati Cinquestelle

E ancora Silvio nella riunione con il coordinatore nazionale del partito, Antonio Tajani, i capigruppo Fi al Senato, Annamaria Bernini, e alla Camera, Paolo Barelli, e tutti i coordinatori regionali dei giovani degli azzurri: «Questo governo, il governo Draghi, è un governo di coalizione, una coalizione anomala che riunisce forze politiche che sono naturalmente antagoniste. Da loro non possiamo ovviamente attenderci le stesse scelte che realizzerebbe un governo di centro-destra. Però dobbiamo dare atto che la gran parte delle nostre proposte sono state accolte e realizzate, sia per quanto riguarda il contrasto alla pandemia sia per quanto riguarda le scelte di politica economica. Del resto le nostre sono scelte ispirate al buon senso e alla ragionevolezza, e grazie a queste scelte per il momento l'Italia è uno dei paesi che stanno ottenendo i migliori risultati in Europa, sia sul piano sanitario che su quello economico».

 

Tutto ciò serve a Berlusconi per ribadire la sua volontà di vedere il governo Draghi all’opera fino alla fine (dando anche tempo all’area moderata di rafforzarsi) e così si sgombra il campo dalla candidatura del premier al Quirinale dove proprio Silvio punta assai. Questo tipo di offensiva di Di Maio e di Berlusconi per Draghi ancora premier e non presidente della Repubblica si inserisce tra l’altro in un contesto in cui da più parti, anche nel Pd versante ex Margherita e cattolici ma non solo questi, si sta spingendo per lasciare tutto come è adesso. Sta prendendo piede l'ipotesi che un improvviso aggravamento della situazione della pandemia, dovuto alla nuova variante Omicron di cui s' è temuto ieri l'arrivo in Italia, possa spingere per un congelamento dei vertici istituzionali.  Lasciando insomma sia Mattarella sul Colle sia Draghi a Palazzo Chigi. Infatti si moltiplicano quelli che, sinistra ma anche tra i moderati di tutti i colori, spingono per convincere Mattarella ad accettare il bis, fin qui rifiutato con serie motivazioni costituzionali. Nei prossimi giorni il pressing su Mattarella è destinato ad aumentare. Probabilmente con poche chance.

Ultimo aggiornamento: 15:19 © RIPRODUZIONE RISERVATA