Quota 100, la carica dei ministeriali: a Roma oltre 5.000 domande

Mercoledì 27 Febbraio 2019 di Giusy Franzese
ROMA Le domande per aderire a Quota 100, il pensionamento anticipato con almeno 62 anni di età e 38 di contributi introdotto dal governo gialloverde, prosegue a un ritmo più che sostenuto. In dieci giorni si è passati da poco meno di 50.000 domande a circa 71.000, in pratica agli uffici Inps ne arrivano in media quasi duemila al giorno. Ieri di più, visto che nel giro della stessa giornata l’Inps ha prima fornito il dato di 67.738 domande (ore 10 riferito al pomeriggio dell’altro ieri), alle 12 lo ha aggiornato a 70.038 (è il dato commentato da Salvini) e nel pomeriggio, alle ore 16, ha ulteriormente aggiornato la cifra portandola a 70.910 domande. In pratica nell’arco delle ultime 24 ore sono arrivate più di tremila domande. Un’accelerazione che potrebbe essere spiegata con il fatto che gli insegnanti hanno una scadenza fissa annuale per le domande di pensionamento, che per quanto riguarda Quota 100 è stata fissata a domani, 28 febbraio. 

IL GRADIMENTO
Il flusso sostenuto di domande è la dimostrazione che il provvedimento è molto gradito. Soprattutto dai candidati pensionati della Lombardia (8.103 domande), Sicilia (7.586), Lazio (7.504), Campania (6.809), Puglia (5.423). Ma se stupisce poco il numero di domande in arrivo dalla Lombardia - dove il tessuto industriale è forte e quindi si suppongono tanti lavoratori in possesso dei requisiti richiesti (in particolare i 38 anni di contributi, di cui 35 al netto di malattia e disoccupazione) - restano più sorprendenti i dati relativi alle regioni del Sud. Il Lazio, come visto, è terzo in classifica e qui probabilmente ha influito l’alta presenza di lavoratori pubblici, ministeriali in particolare. Così probabilmente si spiega anche il dato riferito alla sola provincia di Roma, prima in assoluto con ben 5.203 domande. Di fatto le richieste complessive provenienti dai lavoratori pubblici sono quasi 27.000, ovvero il 38% dei totale. Si fermano poco sotto i 25.000 quelle della platea dei lavoratori dipendenti. Commercianti e artigiani hanno presentato undicimila domande. 

Regioni altamente industrializzate come Veneto, Piemonte, Liguria ed Emilia Romagna si fermano tutte poco sotto la soglia di cinquemila domande. E così la Toscana. Poche le richieste dal Friuli Venezia Giulia, appena 1.400. A livello di province, dopo Roma che svetta decisamente, c’è Napoli (3.296) e Milano (2.63). Al quarto posto troviamo Palermo (1.997 domande) seguita a ruota da Torino ((1.881), Bari (1.742) e Catania (1.717). 

POCHE DONNE
Come previsto le domande da parte delle donne (che più difficilmente totalizzano 38 anni di contributi) sono appena una su quattro (19.000 contro le 51.000 degli uomini). Per quanto riguarda invece la fascia anagrafica, la pattuglia maggiore è quella di chi ha tra i 63 e i 65 anni (33.000 domande); oltre 23.000 le domande presentate tra chi ha tra i 62 e 63 anni; poco più di 14.000 quelle di chi ha compiuto i 65 anni di età . 
Il gradimento della misura ovviamente fa esultare il vicepremier Matteo Salvini, che ha fatto di Quota 100 uno dei suoi cavalli di battaglia. Il capo delle Lega si dice «orgoglioso dei risultati di quota 100, con circa 70mila adesioni in tutta Italia». Per Salvini la misura non solo consente «di smettere di lavorare a chi ne ha il sacrosanto diritto», ma «lascia spazio a giovani in cerca di lavoro». É esattamente quello che accadrà a breve, secondo quanto twittato dal ministro della Pa Giulia Bongiorno, nel settore della giustizia: «Il Ministero della Giustizia potrà assumere, senza aspettare il 15 novembre, 1300 unità di personale non dirigenziale a tempo indeterminato. Chi andrà in pensione con quota 100 sarà così prontamente sostituito».  Ultimo aggiornamento: 21:51 © RIPRODUZIONE RISERVATA