GIUSEPPE CONTE

Recovery Fund, ci sono le linee guida. Ma nessun progetto è dedicato a Roma

Giovedì 10 Settembre 2020 di Andrea Bassi
Recovery Fund, ci sono le linee guida. Ma nessun progetto è dedicato a Roma

Del «progetto significativo» per la Capitale da finanziare con i fondi europei per il rilancio, annunciato da Giuseppe Conte, al momento non c’è traccia. All’interno delle linee guida del Recovery plan, illustrate ieri dal presidente del Consiglio al Comitato interministeriale per gli affari europei, la parola Roma non viene mai citata. «Fino ad ora non ne abbiamo discusso», spiega al Messaggero un’autorevole fonte del governo, «ma è possibile che il presidente del Consiglio non l’abbia condivisa ancora con il resto del governo». Eppure solo due giorni fa il premier, parlando alla Festa dell’Unità, aveva detto di voler «pensare ad uno statuto, anche normativo della Capitale. Roma», aveva aggiunto, «è la cartolina d’Italia ma è gravata da tanti oneri. Dobbiamo mettere Roma in condizione di migliorare tutte le sue performance. Nel Recovery Plan», era stata la promessa, «ci sarà un progetto significativo». Ieri tuttavia, come detto, si è riunito il Ciae, il Comitato interministeriale per gli affari europei per discutere del documento di 29 pagine che contiene le linee guida che l’Italia intende adottare per chiedere all’Europa i 209 miliardi del Fondo, ma del progetto annunciato per la Capitale non c’è traccia. Al tavolo ieri è stato fatto un giro d’orizzonte sul lavoro svolto. C’è molto di quanto discusso nei giorni scorsi.


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Le missioni


Gli indirizzi individuati sono sei: la digitalizzazione e l’innovazione, la rivoluzione verde e la transizione ecologica, la competitività del sistema produttivo, le infrastrutture per la mobilità, l’equità con l’inclusione sociale e territoriale, e la salute. Per ognuna di queste missioni vengono definiti poi gli obiettivi. Nella digitalizzazione, per esempio, il completamento della rete in fibra e lo sviluppo del 5G. Progetti cari al ministro Paola Pisano, che ha sottolineato la necessità «di recuperare il divario accumulato e investire nelle nuove tecnologie, non solo la fibra ma anche il 5G e il fixed wireless access».

C’è poi la transizione ecologica e la decarbonizzazione e il sostegno alla siderurgia. Per la competitività del sistema produttivo ci sono il reshoring e il sostegno all’export, mentre per le infrastrutture e la mobilità c’è l’alta velocità e lo sviluppo della rete autostradale. Per l’istruzione c’è il potenziamento degli asili nido e le misure di contrasto all’abbandono scolastico, così come per l’equità viene ribadita l’intenzione del governo di attuare il «family act» con l’assegno unico per i figli.

C’è anche il piano di sostegno al servizio sanitario nazionale voluto dal ministro Roberto Speranza e finito nel Recovery in attesa di un’eventuale attivazione dei 36 miliardi del Mes. E c’è, va detto, molto Sud, dalle infrastrutture alla copertura dei Lep, i livelli essenziali delle prestazioni, ossia quel divario tra i servizi su scuola, trasporti, assistenza, tra le regioni settentrionali e quelle meridionali. L’obiettivo dichiarato del governo, grazie ai fondi europei, è quello di portare il tasso di crescita dell’economia dallo 0,8% medio degli ultimi dieci anni, quantomeno in linea con quello europeo, ossia l’1,6%. E aumentare il tasso di occupazione di 10 punti, portandolo dall’attuale 63% al 73%.

Un punto delicato rimangono i tempi. Il governo avrebbe voluto presentare i suoi progetti all’Europa entro il 15 ottobre, in modo da poter ottener un anticipo del 10% (20 miliardi di euro) sui fondi, e poter preparare una manovra finanziaria con qualche ambizione in più. I tempi però, saranno necessariamente più lunghi. Il Recovery fund deve essere ratificato da tutti i Paesi europei prima di poter erogare le risorse. Dunque, se ne riparlerà probabilmente a metà anno prossimo. Questo significa, come ha ricordato ieri il premier Conte, che per l’Italia sarà necessario presentare i progetti entro gennaio. Da oggi parte il confronto sulle linee guida del governo. Ci sarà un incontro con i capigruppo della maggioranza. Graziano Delrio, per il Pd, ha già fatto sapere che le vere linee guida saranno quelle dettate dal Parlamento.

 
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