Recovery, il faro di Bruxelles sui ritardi dell'Italia su Fisco e concorrenza

Giovedì 12 Agosto 2021 di Gabriele Rosana
Recovery, il faro di Bruxelles sui ritardi dell'Italia su Fisco e concorrenza

I primi 24,9 miliardi di euro del Recovery Plan per l'Italia sono assicurati e planeranno domani, venerdì, nelle casse del Tesoro ma, rata di prefinanziamento pari al 13% a parte, è sui pagamenti semestrali di tutto il resto del Pnrr del nostro Paese che si gioca la partita politica tra Roma e Bruxelles.
Si tratta di oltre 162,7 miliardi entro metà 2026, il valore di cinque manovre finanziarie. Buona cosa festeggiare il primo assegno staccato in favore delle casse del Mef, insomma, ma gli occhi dei tecnici di ministeri e Commissione Ue sono già proiettati alle prossime tappe e ai primi traguardi. Imperativo evitare false partenze o incidenti di percorso in quella corsa a ostacoli che è l'articolata procedura del Recovery. Da qui la necessità di accelerare il passo su riforma del fisco e concorrenza, lasciate indietro in questa prima fase. Nulla di irreparabile ma alla ripresa dopo le vacanze estive i dossier dovranno essere portati a compimento senza altri indugi.

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IL CRONOPROGRAMMA
I 191,5 miliardi stanziati per finanziare la ripresa dell'Italia nei prossimi cinque anni (68,9 in sussidi, 122,6 in prestiti agevolati) saranno infatti sborsati con cadenza semestrale in dieci rate a patto che vengano raggiunti gli obiettivi socio-economici concordati nel Pnrr: i famosi target e milestones che fungono da indicatori del rispetto di un fitto e dettagliato cronoprogramma contenuto in un documento di lavoro allegato alla decisione con cui, un mese fa, i ministri degli Stati membri hanno dato l'ok al piano del governo. Adesso è però tempo di entrare nella logica di puntale e ritmata rendicontazione che è propria dell'impianto del Recovery: a differenza dei fondi strutturali - che stanziano risorse per un determinato progetto - l'effettiva erogazione dei soldi del piano per la ripresa è infatti condizionata alla dimostrazione del raggiungimento degli obiettivi legati agli interventi realizzati, concordati con i funzionari della task force Recovery Ue nella predisposizione di ogni Pnrr. Ecco che il principale beneficiario tra tutti i Ventisette è anche un osservato speciale a Bruxelles e nelle altre capitali nazionali: che il successo di tutta la strategia europea dipenda in buona misura dalla realizzazione degli obiettivi del Pnrr tricolore è ormai entrato nel linguaggio comune delle istituzioni Ue. Un menu ricco attende quindi la politica al rientro dalla breve pausa estiva, anche se il premier Mario Draghi ha consegnato ai suoi ministri un preciso elenco di compiti per le vacanze, ciascuno secondo la competenza del proprio dicastero, per arrivare preparati a settembre: si va dalla riforma delle classi di laurea e degli alloggi per gli studenti universitari all'ordinamento delle guide turistiche, dalle politiche attive del lavoro a reclutamento e semplificazione nella Pubblica amministrazione, dagli interventi a sostegno del trasporto pubblico locale a quelli nell'infrastruttura ferroviaria, dalla sanità territoriale al federalismo fiscale, fino alla riforma degli appalti pubblici e delle concessioni e alle leggi annuali sulla concorrenza, temi questi ultimi due sul tavolo del segretario generale di palazzo Chigi Roberto Garofoli.

Ecco, a voler ben guardare gli impegni presi nel Pnrr italiano, perlomeno a livello di scadenze intermedie, non tutti i tasselli sembrano, come accennato, essere per ora al loro posto: proprio il disegno di legge sulla concorrenza doveva essere presentato in Parlamento entro luglio, stessa data limite per l'invio alle Camere di una legge di delega sulla riforma fiscale e la revisione dell'Irpef. Entrambi in ritardo sulla tabella di marcia, si ripartirà da questi due fronti al rientro da spiagge e montagne. E non mancheranno anche quelle variabili che sono slegate dall'iter del Pnrr, ma aleggiano sulle sorti dell'eterogenea maggioranza che sostiene l'esecutivo: a settembre, ad esempio, torna in agenda l'approvazione al Senato del ddl Zan contro l'omotransfobia.

IL VIA LIBERA
Dei 63 interventi di riforma previsti dal Recovery italiano, 23 devono essere portati a compimento già entro l'anno, come segnalato nella roadmap definita in questi giorni dal governo. I piatti forti sono l'approvazione definitiva delle riforme della giustizia (civile, penale e fallimentare) e della pubblica amministrazione: nel cronoprogramma è indicato il 31 dicembre 2021 come data ultima per il completamento. All'effettivo via libera su questi temi entro l'ultimo trimestre dell'anno è vincolato l'esborso della prima rata a pieno titolo di fondi del Recovery a valere sullo stanziamento destinato all'Italia, che porterà il totale di risorse ricevute nel 2021 a oltre 45 miliardi di euro.
 

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