Regioni rosse e rischio lockdown, il governo ai sindaci: «Dovete chiudere le piazze»

Mercoledì 11 Novembre 2020 di Alberto Gentili e Cristiana Mangani

ROMA L’ordinanza del Viminale non è arrivata per caso. Lunedì sera, a margine del Consiglio dei ministri, il premier Giuseppe Conte e il ministro della Salute Roberto Speranza hanno parlato a lungo con la ministra Luciana Lamorgese. E, come filtra da palazzo Chigi, alla responsabile degli Interni in quel colloquio è stato «suggerito» dal premier e da Speranza di intervenire «tempestivamente». Troppe persone si sono viste in giro durante il weekend, troppi assembramenti, senza alcun tipo di protezione e distanziamento.

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Giro di vite


«La ministra degli Interni», spiegano nell’entourage di Conte, «non aveva certo bisogno di essere sollecitata a intervenire. Ma nel corso del colloquio il premier si è confrontato con la Lamorgese e ha voluto comunque chiedere un giro di vite. Le immagini dell’ultimo weekend con folla a Napoli e in altre città come Roma e Palermo, hanno destato un forte allarme. Se si vuole evitare il lockdown generale, che sarebbe una mazzata per il Paese, vanno rispettate le regole», aggiungono a palazzo Chigi «e se ciò avverrà, anche grazie al rafforzamento dei controlli, nei prossimi giorni confidiamo di vedere i primi effetti delle misure di restrizione graduate in base all’andamento dell’epidemia nelle singole Regioni. Nelle ultime ore Brusaferro e Locatelli hanno detto che l’indice Rt è alto, ma che cresce meno rapidamente. Dunque, se si rispettano le misure non si andrà verso il lockdown generale».


Ancora: «Al presidente del Consiglio non sfugge che il clima sia diverso da quello della scorsa primavera e che nella popolazione ci sia stanchezza, ma se si mantiene la massima attenzione anche nelle Regioni “gialle” con un inasprimento dei controlli contro gli assembramenti che sono vietati, si eviterà il lockdown generale. Un epilogo che vorremmo evitare a tutti i costi perché penalizzerebbe anche le Regioni con un indice di contagio meno alto e per il Paese sarebbe, appunto, una mazzata».

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Per questa ragione - hanno ragionato al Viminale - bisogna arrivare con un piano ben chiaro a sabato e domenica prossimi, in considerazione del fatto che è ancora previsto un clima mite che invoglia la gente a stare in giro. Così l’altra sera il capo di gabinetto del Viminale, Bruno Frattasi, ha deciso di coinvolgere ancora di più prefetti e sindaci nell’operazione sicurezza anti-Covid. E ha scritto una circolare nella quale si chiede di attuare «una più efficace prevenzione degli assembramenti».


Troppe persone stavano per strada senza dispositivi di protezione né distanziamento - ha sottolineato il prefetto - «e in diverse località del Paese si sono registrate situazioni di particolare assembramento, in occasione delle quali è stata riscontrata una percentuale non irrilevante di inosservanza dell’obbligo di utilizzo delle mascherine». 


Zone off limits


Di vero, poi, c’è che già il mese scorso era stato chiesto ai sindaci di intervenire predisponendo delle zone off limits negli orari di maggiore affluenza. E così è stato fatto da molti nelle piazze e nelle strade della movida. Ma chiuso un luogo di incontro, se ne trova subito un altro. E poi - è il ragionamento fatto da più parti - «la polizia locale non è assolutamente sufficiente per controllare tutto». Inoltre - ha dovuto ammettere la ministra Lamorgese davanti alle immagini di gente accalcata per strada - «gli italiani si stanno mostrando troppi liberi e indisciplinati». E allora è stato deciso di intervenire con maggiore rigore: più multe, più controlli.

La circolare ha chiesto ai prefetti di convocare in via d’urgenza i Comitati per l’ordine e la sicurezza, cosa che già ieri è stata fatta in molte città d’Italia, a cominciare da Roma. L’obiettivo è far sì che il fenomeno «venga significativamente a diminuire» nei prossimi fine settimana con chiusure mirate che possano avvenire «attraverso un contingentamento degli accessi, secondo un principio di proporzionalità» o, appunto, attraverso un provvedimento dei sindaci di «chiusura temporanea di specifiche aree pubbliche o aperte al pubblico in cui sia impossibile assicurare adeguatamente il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro». 


L’esito delle riunioni dei Comitati dovrà essere comunicato al gabinetto del ministro e al Dipartimento della Pubblica sicurezza, in modo da poter venire a conoscenza di eventuali criticità e intervenire tempestivamente.

Ultimo aggiornamento: 13:36 © RIPRODUZIONE RISERVATA