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GIORGIA MELONI

Sondaggi politici, Salvini in crisi: Lega sotto al 15 per cento. FdI cresce ancora

Un calo di 0,4 punti in una sola settimana, che allarga il divario del partito di Salvini coi Fratelli d'Italia di Giorgia Meloni

Martedì 5 Luglio 2022 di Andrea Bulleri
Sondaggi politici, Salvini in crisi: Lega sotto al 15 per cento. FdI cresce ancora

La tendenza era già in atto da tempo. Ma i numeri, per la Lega di Matteo Salvini, non erano mai stati così duri da mandare giù. Secondo l'ultimo sondaggio di Swg, il Carroccio scende nelle intenzioni di voto degli italiani ben sotto il 15 per cento dei consensi, al 14,3. Un calo di 0,4 punti in una sola settimana, che allarga il divario del partito di Salvini coi Fratelli d'Italia di Giorgia Meloni. Anche perché FdI continua la sua corsa al rialzo: stabilmente primo, almeno secondo i sondaggi, al 23,6 per cento. 

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Sondaggi politici, i numeri di Forza Italia

Numeri che sommati al 7,4 di Forza Italia (stabile rispetto a sette giorni fa) consegnano virtualmente al centrodestra il 45,3 per cento dei voti, che con l'attuale legge elettorale si tradurrebbe nella maggioranza assoluta dei seggi sia alla Camera che al Senato. Sempre che il Carroccio (e sta qui il campanello d'allarme che comincia a suonare nella coalizione) non riduca ulteriormente il suo livello di consenso. 

 

I numeri del Pd

Il copione, stando alla fotografia di Swg, non è troppo diverso da quello del centrosinistra. Perché se il Pd consolida il suo elettorato (in crescita al 21,8 per cento), va male il partner di "campo largo", il Movimento 5 stelle. I pentastellati, già azzoppati alle urne delle amministrative e falcidiati dalla scissione di Luigi Di Maio, non arrestano la propria discesa nelle intenzioni di voto: oggi li sceglierebbero solo l'11,2 per cento degli elettori. 

Numeri che, secondo molti osservatori, fotografano una tendenza chiara: il fatto di stare al governo penalizza più degli altri grillini e leghisti. Non una bella notizia, per l'esecutivo di Mario Draghi. Perché se da settimane il M5S continua a segnare le distanze con il resto della maggioranza (prima con la risoluzione sul conflitto in Ucraina, ora con il dl Aiuti e il termovalorizzatore di Roma), il sospetto dalle parti di Palazzo Chigi è che anche la Lega possa essere tentata dall'alzare il prezzo del proprio sostegno a Draghi. 

I segnali di malumore, in via Bellerio, non mancano. Soprattutto dopo il vertice del consiglio federale di ieri, in cui si è aperto una sorta di processo ai ministri del Carroccio. "Che senso ha stare al governo, se poi sulle nostre battaglie non portiamo a casa i risultati?", il senso delle accuse mosse, in particolare, a Giancarlo Giorgetti. Al punto che il ministro dello Sviluppo economico sarebbe arrivato a offrire il rimettere il proprio mandato. "Se volete, lascio...". 

La leadership di Matteo Salvini, ripetono dal Carroccio, non è in dubbio. "Ma serve un cambio di passo", la linea emersa dal vertice. Anche per arrestare il calo nei sondaggi. E riconquistare quel pezzo di elettorato deluso che, anche nelle roccaforti del Nord, guarda sempre più a Giorgia Meloni. 

E gli altri partiti? Il sondaggio di Swg è piuttosto severo anche con il centro: secondo la rilevazione effettuata per il Tg La7, se si votasse oggi soltanto Azione - Più Europa sarebbe al riparo dalla soglia di sbarramento, con un consenso attorno al 5 per cento. Male Italia Viva, attorno al 2,4. Così come le altre sigle della sinistra: i Verdi, al 2,6, Sinistra Italiana al 2,7 e Articolo 1 al 2,5. 

Ultimo aggiornamento: 17:05 © RIPRODUZIONE RISERVATA