Umbria, le elezioni regionali partita strategica

Giovedì 12 Settembre 2019 di Mario Ajello
Un super match, tra pochi giorni. In Umbria, il voto regionale del 26 ottobre. Dario Franceschini, il vero capo politico dell'alleanza rosso-gialla nel governo nazionale, lamenta e non è il solo a sinistra che l'appuntamento è troppo ravvicinato e non si è potuta fare l'alleanza con i 5 stelle umbri per fermare Salvini. Ma siccome questi non hanno un candidato, la speranza è che i loro voti convergano verso il centrosinistra a trazione civica. Questo si vedrà. Intanto Salvini si gioca una partita per lui cruciale. Infatti anche oggi è in Umbria e da qui al 26 ottobre starà più lì che a Roma. Se riesce a strappare la roccaforte rossa al Pd, mentre a Roma governano i giallo-rossi, ha un argomento in più per sostenere che il governo è in mano ad una minoranza.

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Ma per un capriccio della storia non è solo Salvini a giocarsi una partita strategica in questa regione. Con i suoi 882 mila abitanti, un'estensione che è un terzo della Sicilia, la Regione diventa l'ombelico del mondo politico anche per i Cinque stelle, che proprio in queste ore devono prendere la decisione che potrebbe cambiargli la ragione sociale, traghettandoli da partito anti-sistema a partito dentro il sistema: allearsi o meno con il Pd? 
In pista, per ora, ci sono due soli candidati: il centrodestra ha schierato Donatella Tesei,  avvocatessa di 61 anni, presidente della Commissione Difesa al Senato. Il Pd ha invece messo in campo il cattolico Andrea Fora, un «senza tessera» che serve a fugare i fantasmi dello scandalo delle assunzioni ed è sostenuto dal cardinale Bassetti, presidente della Cei. Scandalo che ha colpito al cuore il Pd ma anche una parte del suo elettorato. Umbria primo appuntamento dunque. Poi a novembre toccherà alle regionali in Emilia e se vincerà Salvini la scossa, ben più forte di quella proveniente da Perugia e dintorni, sarà fortissima su Palazzo Chigi. © RIPRODUZIONE RISERVATA