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Obbligo vaccinale per over 60 e fragili: il piano del governo per contrastare la variante Omicron

Si complica invece l’estensione del certificato rafforzato a tutti i lavoratori

Martedì 4 Gennaio 2022 di Marco Conti e Francesco Malfetano
Vaccino obbligatorio per gli over 60? Le ipotesi sul tavolo del governo per contrastare la variante Omicron

L’obbligo del Super Green pass per lavorare è ancora sul tavolo delle scelte che oggi pomeriggio farà il consiglio dei ministri, ma le difficoltà attuative sono molte, soprattutto nel settore privato. È quindi possibile che nella riunione della cabina di regia che precederà il cdm, si decida di soprassedere ma comunque di allargare la platea di coloro che sono obbligati al super Green pass, inserendo gli ultrasessantenni e i “fragili”.

Super green pass per lavorare e smart working, vertice Draghi-Brunetta. E arriva il via libera dalle Regioni

LA LINEA
Di fatto si tratta di un obbligo vaccinale visto che fragili e ultrasessantenni dovranno avere il Super Green pass a prescindere e non solo per andare al ristorante o al cinema. Mario Draghi, rientrato a Roma, ha fatto ieri pomeriggio il punto con i ministri Roberto Speranza, Patrizio Bianchi, Renato Brunetta e con il commissario Francesco Figliuolo. Il tutto in vista del consiglio dei ministri, ma soprattutto della riunione della cabina di regia con i rappresentanti dei partiti. Le differenze nella maggioranza non sono di poco conto e le tensioni sono crescenti e risentono anche dell’imminente partita del Quirinale. M5S e FI hanno riunito ieri i rispettivi stati maggiori per valutare le ipotesi di estensione del Green pass. Gli azzurri sono per l’estensione a tutti i lavoratori privati e pubblici. Il Pd è sulla stessa linea e spinge per l’obbligo, mentre il M5S oscilla e chiede ristori per coloro che potrebbero subire chiusure o limitazioni. 

Sul fronte contrario all’introduzione del Green pass soprattutto per i settore privato, autonomi compresi, c’è la Lega. Ma le valutazioni del premier Draghi sono prima di tutto tecniche ed è per questo che oggi illustrerà ai partiti le criticità di un provvedimento che coinvolga il lavoro privato. Nel pubblico è più facile usufruire dello smart working anche se le regole non cambiano e resta la contrarietà del ministro Brunetta al “tutti a casa.
Niente da fare, quindi, per l’ipotesi di un avanzamento a scaglioni, partendo dai 950mila dipendenti della pubblica amministrazione che oggi non sono ancora stati interessati dall’obbligo vaccinale (eccetto quindi sanità, forze dell’ordine e scuola). Del resto sul punto era già emerso più di qualche dubbio, dettato dal fatto che una misura di questo tipo avrebbe un impatto relativo, dato che circa solo il 10-15% di questi dipendenti pubblici hanno deciso di non accedere alla profilassi. 

A differenza di quanto accadrebbe invece con l’introduzione del Super Green pass per tutti i 23 milioni di lavoratori italiani, che impatterebbe sui circa 2,5 milioni di dipendenti al momento non vaccinati.
Due ipotesi, date per probabili nei giorni scorsi, che al netto di intoppi burocratici vario tipo scontano evidentemente il vizio di forma di non impattare proprio sull’oltre un milione di over60 ancora oggi senza profilassi e non in età lavorativa. Così come non avrebbero effetto sui 4,2 milioni di ultrasessantenni che in questo momento - nonostante abbiano avuto accesso alla campagna per il booster prima di molti altri - ancora non hanno ricevuto la terza dose. 

Ed è proprio per questo che ieri è tornata sul tavolo la possibilità di introdurre una sorta di obbligo vaccinale ad hoc. Una formulazione fortunata, peraltro proposta ieri anche dalle Regioni, che prospettano l’imposizione del completamento del ciclo vaccinale (booster incluso) almeno per tutti i soggetti fragili. 

IL FRONTE
Sempre dal fronte dei governatori - che oggi tornano ad incontrare il governo - arrivano non solo le tanto discusse proposte sulle nuove regole sulla Dad a scuola e appunto l’obbligo vaccinale per i fragili (e pure un sostanziale ok all’eventuale estensione del Super Green pass a tutti i lavoratori) ma anche di iniziare già ora a prepararsi per la somministrazione della quarta dose e soprattutto di contare diversamente i ricoverati, escludendo dal computo i positivi che sono ricoverati per altri motivi.
Inoltre tra le misure allo studio, qualora tornasse in campo l’estensione del Super Green pass ai lavoratori, ci sarebbe anche una ridefinizione della regola che permette alle aziende di sostituire temporaneamente i dipendenti sospesi senza pass. Oggi è possibile solo per le imprese con meno di 15 dipendenti, ma si potrebbe trovare un’intesa anche per aziende più grandi. E proprio sull’interesse di queste attività che devono sostituire un dipendente e quindi necessitano di tempo per adeguarsi, potrebbe essere tarata anche l’entrata in vigore del provvedimento: dal 24 o dal 31 gennaio. Uno slittamento temporale minimo che, si spera, riesca non intasare le prenotazioni e a evitare che gli hub vaccinali vadano in difficoltà. 

 

Ultimo aggiornamento: 5 Gennaio, 12:31 © RIPRODUZIONE RISERVATA