Venezuela, l'opposizione chiede che il governo riferisca al Senato

L'aula del Senato
A palazzo Madama il caso Venezuela ha infiammato l'inizio della seduta. Il vice presidente dei senatori Fi
Lucio Malan ha denunciato che in sede Ue non sia raggiunta una posizione comune a seguito del veto posto dall'Italia, e ha chiesto che il ministro degli Esteri venga in aula: «Riteniamo -ha detto- che sia gravemente lesiva della dignità dell'Italia, la posizione che l'Italia stessa ha assunto, impedendo all'Unione europea di assumere una posizione a livello governativo, ma consentendo al Parlamento europeo, che a differenza del Senato ha potuto votare, di votare a larga maggioranza una risoluzione in cui riconosce Juan Guaidó come presidente legittimo pro tempore della Repubblica venezuelana».

Pier Ferdinando Casini (Autonomie) ha chiesto che le opposizioni unifichino le mozioni presentate separatamente e ha pungolato la Lega: «Sono importanti i tweet di Salvini -ha affermato- ma la politica estera non la si fa con i tweet. Salvini è vice Premier del governo italiano e deve unirsi a noi, se vuole essere coerente con quello che
sta dicendo su Twitter dal mattino alla sera. Se lui è d'accordo nel superare il regime di Maduro e nel riconoscere Guaidò, in base a un articolo transitorio, per fare le elezioni subito, se la Lega è coerente con quanto dichiara, non ci sono se e ma: si deve unire all'opposizione in una mozione che è tesa restituire onore e
credibilità alla politica estera italiana, che non è mai stata in una condizione così bassa come oggi».
Martedì 5 Febbraio 2019, 19:47
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