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Bollettino Veneto, Zaia: «Casi di variante inglese». Oggi 2.523 contagi e 33 morti

Sabato 26 Dicembre 2020
Bollettino Veneto, Zaia in diretta

«Quanto ricevi una chiamata alle 23.59 della vigilia, un minuto prima del Natale, che ti dice "abbiamo trovato il virus inglese", non puoi fare altro che premiare e ringraziare questi ricercatori, perchè a quell'ora si trovavano in laboratorio». Ne ha parlato il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, durante una diretta Facebook per per comunicazioni ed aggiornamenti in merito all'emergenza coronavirus. La scoperta, ha spiegato il governatore, è stata fatta la Vigilia di Natale dall'Istituto zooprofilattico delle Venezie. A Natale nella regione sono stati registrati 5.010 nuovi casi di positività. Un balzo in avanti di proporzioni che non si vedevano dal 12 dicembre, quando l'incremento di casi si attestò a quota 5.098. Un dato ancora più eloquente se rapportato ai 13.776 tamponi fatti, un numero esiguo rispetto ai 22.914 del giorno precedente. Il tasso di positività è salito al 36,3%, tre volte di più della media nazionale che è al 12,5%.

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Tre casi

Sono tre i pazienti già individuati in Veneto positivi alla variante inglese del virus Sars-CoV-2, ha poi spiegato Antonia Ricci, direttore generale dell'Istituto Zooprofilattico delle Venezia. Ricci ha sottolineato che lo zooprofilattico ha messo a punto un modello rapido che identifica le mutazioni tipiche della "variante inglese", senza rendere necessario il sequenziamento del genoma, che viene fatto successivamente. «Avevamo individuato - ha detto - 5 campioni di pazienti che avevano un collegamento con il Regno Unito, sospetti quindi di essere portatori di questa variante: di questi, 3 sono risultati positivi alla variante, due a Treviso, uno a Vicenza».

«Abbiamo scientificamente dimostrato che il virus 'estivò non c'entrava niente con quello della prima ondata e nemmeno con quello che circola adesso. Si diceva che le feste e la libertà estiva avevano diffuso il contagio. Il contagio di oggi, dai dati in nostro possesso, non avviene con la mutazione che avevamo questa estate», ha aggiunto Zaia.

Video

L'ultimo bollettino

Nelle ultime 24 ore, secondo l'ultimo bollettino, in Veneto si sono registrati 2.523 positivi al Covid 19, i morti sono stati 33.

Le due varianti venete

«Nelle ultime settimane in 37 casi analizzati abbiamo trovato 8 genotipi diversi e 2 sembrano essere tipici del Veneto, trovati qui e non nel resto d'Italia», ha spiegato ancora la dottoressa Ricci.

In conferenza è intervenuto anche il dottor Roberto Rigoli, direttore dell'unità di microbiologia e virologia di Treviso: «O si lavora di squadra oppure non si va da nessuna parte, questa è la dimostrazione di questo fatto. I campioni arrivano ogni mese a partire da febbraio, approfondiremo gli studi: una parte verrà inviato all'Istituto, una decina al mese per ogni Ulss veneta, per sequenziare il virus. Tutti i pazienti identificati con la variante inglese hanno fatto il tampone antigenico, il test rapido, che ha funzionato per tutti i pazienti: quindi questo tipo di test funziona anche per la variante inglese. Quello che abbiamo fatto servirà moltissimo a livello italiano e internazionale, i dati sono stati messi in trasparenza, disponibili per tutti, dobbiamo continuare così». «Quest'estate abbiamo trovato soggetti con carica virale alta, come ad esempio nell'ex caserma Serena, ma asintomatici. Sempre in estate nelle Rsa avevamo pazienti con carica virale elevata ma senza complicanze, già allora abbiamo pensato che fosse una variante del virus: abbiamo quindi messo in piedi questa rete per controllare e sequenziare il virus, anche retroattivamente con i campioni dei mesi passati, se poi riusciamo ad identificare bene il virus, possiamo capire quali siano le varianti più o meno pericolose».

La dottoressa Francesca Russo, responsabile Prevenzione della Regione Veneto, ha annunciato: «Ho preparato una nota per il Ministero dove scrivo che abbiamo individuato due donne e un uomo positivi alla variante, provenienti dal Regno Unito, abbiamo un caso secondario che sequenzieremo per sapere se si tratti dello stesso virus, si tratta di un contatto familiare». 

Il dottor Luciano Flor, attuale Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliera di Padova, nuovo Direttore Generale della Sanità della Regione Veneto, ha commentato: «Si tratta di un virus diverso, ecco perché oggi abbiamo pochi casi nelle terapie intensive, e questa risposta l'abbiamo grazie agli studi che abbiamo fatto. Sappiamo che questa ondata è particolarmente epidemica, possiamo adottare varie misure, la quarantena o gli studi sofisticati come questo, ma nulla può sostituire il comportamento individuale che deve essere rigoroso».

 

Vaccini, domani v-day anche in Veneto

«I vaccini arrivano alle 8 di mattina a Padova, dalle 12 inizieremo a vaccinare, sono 875 dosi. Poi spero arrivino in maniera copiosa le dosi per il resto della popolazione», ha spiegato Zaia. Il vaccino, ricorda il governatore, sarà volontario. «Scriveremo a casa a tutti i cittadini», ha annunciato ancora il presidente, «ognuno deciderà cosa fare, deve essere una scelta responsabile, ma negli ospedali scriveremo "vaccinato" o "non vaccinato", sarà utile dal punto di vista clinico, e servità anche un passaporto sanitario». La dottoressa Francesca Russo sottolinea: «Sedi e modalità per la campagna di vaccinazione sono state individuate dalle Ulss, tutto è pronto e pianificato, ogni vaccinazione viene registrata, secondo le prassi di ogni vaccinazione e la persona che riceve la prima dose prenota subito la seconda, dopodiché verrà rilasciato un certificato di vaccinazione. Se poi il ministero ci darà un format per l'estero o altre situazioni, ancora non lo sappiamo».

Ultimo aggiornamento: 21:20 © RIPRODUZIONE RISERVATA