Colori regioni, Sardegna e Molise in zona arancione da lunedì, la Campania resta rossa

Venerdì 19 Marzo 2021 di Stefania Piras
Colori regioni, Puglia rosso rafforzato? Sardegna perde il bianco. Iss: «Dati peggiorano». Allerta Campania e Veneto

Dal monitoraggio effettuato oggi, come ogni venerdì, dall'Istituto superiore di sanità emerge un quadro dell'epidemia in peggioramento. Questo, secondo l'interpretazione dei colori affibbiati alle regioni, vedrà fasce rosse e arancioni. La Sardegna e il Molise passeranno in zona arancione da lunedì 22. A prevederlo è l'ordinanza che il ministro della Salute, Roberto Speranza, firmerà in serata e che entrerà in vigore appunto da lunedì 22. La Campania resta rossa. Viene infatti prorogata l'ordinanza in scadenza relativa all'area rossa nella Regione.

La Sardegna, dunque, abbandona la zona bianca: è durato poco l'idillio Covid free (aveva prodotto una campagna di promozione turistica lampo con offerte speciali e provvedimenti legati a test obbligatori). E, sul tema, si era espresso anche Pierpaolo Sileri, sottosegretario alla Salute, ospite di "Un giorno da pecora" su Radio1 Rai. «Qualche regione rischia di cambiare colore, ma aspettiamo la cabina di regia per saperlo. La Sardegna rimarrà bianca? Ha dei numeri in peggioramento, ma anche qui aspettiamo che si pronunci la cabina di regia». Va ricordato che nessuna regione può essere collocata in zona gialla (almeno) fino a Pasquetta, secondo quanto prescritto dall'ultimo decreto.

 

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Tutte le Regioni e le province autonome, tranne sei, hanno riportato delle allerte. Due di queste (Campania e Veneto) riportano molteplici segnali. Lo rileva la bozza del monitoraggio settimanale Iss-ministero della Salute.

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Chi rimane in zona rossa (e chi valuta la super zona rossa)

In Puglia l'amministrazione regionale sta valutando autonomamente di mettersi in zona rossa rinforzata: una zona che finora non era stata mai prevista (la zona rossa è il massimo). «Stiamo ragionando sull'ipotesi di stringere ulteriormente le misure rispetto a quelle previste dal Governo nella zona rossa», ha annunciato il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano. «In questi giorni - ha spiegato Emiliano - noi siamo in zona rossa e però non stiamo ancora utilizzando tutti fino in fondo per tutte le aziende e per tutte le pubbliche amministrazioni lo smart working. Ieri abbiamo avuto il massimo piccolo pandemico della storia pugliese, più di 2 mila. Fino a luglio avevamo avuto non più di 2.000-2.500 contagiati in tutto, oggi li abbiamo in un solo giorno». «Tutte le volte - ha detto ancora il presidente - che si può abbassare il rischio epidemico utilizzando tecnologie, certo non paragonabili alla presenza, nel pieno di una situazione di grande pericolo come quella che stiamo vivendo in questo momento, i poteri delle Regioni non possono che essere usati obbligando tutti all'utilizzo di quelle tecnologie, salvaguardando il diritto alla salute individuale e collettivo». I dati della Puglia parlano infatti di una situazione ancora critica. Quindi, al di là della nuova zona rossa rinforzata, con molta probabilità questa regione rimarrà in zona rossa fino a Pasqua. Così come Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Piemonte, Marche, Lombardia, Campania, Trento, Valle D'Aosta e Veneto. 

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Ce la dovrebbe fare il Lazio, il prossimo 26 marzo, a uscire dalla zona rossa ed entrare in zona arancione. Le parole dell'assessore alla salute della Regione Lazio Alessio D'Amato sono apparse stamattina piuttosto ottimistiche. L'indice Rt in questa regione cala, in controtendenza rispetto a quanto succede nel resto del Paese. «La stima dell' Rt, come ci aspettavamo secondo i dati, è in calo a 1.09», ha detto D'Amato. L'Rt a 1.09 è un valore da zona arancione. Una settimana fa l'Rt del Lazio era 1,31; l'incidenza era pari a 172.82 casi  per 100.000 abitanti.

Stesso discorso è applicabile al Molise che potrebbe passare dalla zona rossa alla zona arancione (aveva un Rt pari a 1,07 una settimana fa). Unica regione che va verso il cambio colore insieme alla Sardegna.





 

Più complicata la situazione della Lombardia che potrebbe rimanere in zona rossa perché questa settimana ha registrato una delle più alte pressioni sugli ospedali.

In tutti i casi, tutte queste regioni attualmente poste sotto il regime della zona rossa (Campania: aveva un Rt decisamente alto: 1,5 una settimana fa; Emilia Romagna: Rt 1,43 venrdì scorso; Friuli Venezia Giulia: Rt 1,39 una settimana fa; Lazio, Lombardia: Rt 1,3 venerdì scorso; Marche: Rt 1,08 venerdì scorso; Molise: Rt 1,07 venerdì scorso; Piemonte: Rt 1,41 una settimana fa; Provincia di Trento: Rt 1,04 una settimana fa; Puglia: Rt pari a 1,23 già una settimana fa e sappiamo che è in peggioramento, e infine il Veneto che la settimana scorsa aveva l'Rt a 1,28) per sapere se resteranno rosse o no devono comunque attendere il prossimo monitoraggio che si svolgerà venerdì 26 marzo (tranne il Molise, come detto). 

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Dall'arancione al rosso: chi peggiora

La Calabria è la regione sorvegliata speciale che potrebbe cambiare colore passando dall'arancione al rosso. Non c'è ancora nulla di ufficiale ma i dati calabresi sarebbero peggiori rispetto a quelli di una settimana fa.

Le regioni attualmente in zona arancione sono: Basilicata, Bolzano, Toscana, Abruzzo, Calabria, Liguria, Sicilia, Umbria e Valle d’Aosta. 

Così, dunque, prosegue la lunga e lenta marcia verso la Pasqua. Il 29 marzo scatteranno le nuove ordinanze con i nuovi cambi di colore che presuppongono la riapertura di negozi, centri estetici, barbieri, parrucchieri (per chi sce dalla zona rossa). A Pasqua l'Italia tutta chiuderà di nuovo, per effetto dell'ultimo decreto del governo. Si tornerà in zona rossa il 3, 4 e 5 aprile. 

 

 

 

Ultimo aggiornamento: 20 Marzo, 21:18 © RIPRODUZIONE RISERVATA