Zona gialla, le Regioni chiedono restrizioni solo per non vaccinati: «Invece di chiudere, facciamo come l'Austria»

Rasi (consulente di Figliuolo): «Ipotesi da valutare». Il governo: per ora non serve

Mercoledì 17 Novembre 2021 di Mauro Evangelisti
Zona gialla, le Regioni chiedono restrizioni solo per non vaccinati: «Invece di chiudere, facciamo come l'Austria»

Prende forza la proposta di applicare il modello austriaco (lockdown per i soli non vaccinati), ma all’italiana (declinato con il meno rigoroso sistema dei colori). Ci sono almeno due aree che si avvicinano al passaggio in fascia gialla: la Regione Friuli-Venezia Giulia e la Provincia autonoma di Bolzano. Se il numero dei ricoveri aumenterà (ieri su base nazionale c’è stato un incremento consistente, 168 altri posti letto occupati da pazienti Covid) si aggiungeranno altre Regioni.

Zona gialla, restrizioni solo per i non vaccinati. Toti: «Come Regioni lo chiederemo al governo»

GIUSTIZIA
Ma il problema non è il giallo, che ha limitazioni leggere come l’obbligo di mascherina all’aperto e il limite di quattro commensali allo stesso tavolo dei ristoranti al chiuso, ma il passo successivo, in caso di aggravamento della situazione, in arancione. Per questo motivo le Regioni stato pressando perché si applichi, per le aree che vanno in giallo o in arancione, la formula austriaca: limitazioni riservate ai soli non vaccinati. Il presidente della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga (che è presidente proprio del Friuli-Venezia Giulia che venerdì, con il prossimo report, andrà al cambiamento di colore) ha spiegato che se ne parlerà nel vertice tra governatori di domani. Ma ha anche aggiunto: «Se un territorio dovesse passare di colore i vaccinati avranno maggiore libertà rispetto ai non vaccinati». Chiaro? La spinta sul “modello austriaco” che sta montando in Italia non è sovrapponibile perfettamente a quello di Vienna: là c’è un vero lockdown, in tutto il territorio, per i non vaccinati (non possono uscire di casa, salvo per alcune attività), le Regioni invece chiedono di applicare il sistema dei colori (restrizioni con severità che sale gradualmente da giallo, arancione e rosso) solo a chi non è immunizzato, tutelando chi invece si è vaccinato.

Anche il Lazio, per bocca dell’assessore alla Salute, Alessio D’Amato, si è espresso a favore di questa strategia, mentre Luca Zaia (Veneto) è perplesso. Ma il fronte delle “limitazioni solo per i non vaccinati” è vasto. Giovanni Toti (Liguria): «Quello che deve essere chiaro a tutti è che chiederemo come Regioni che le misure restrittive, legate alle fasce di colore se devono valere per qualcuno, valgano per le persone che non hanno fatto il vaccino e non per le persone che lo hanno correttamente fatto. Non voglio sentire parlare di chiusure: se devono essere prese delle misure, ripeto, devono valere per chi non si è vaccinato e non per chi ha fatto fino in fondo il proprio dovere». Anche il governatore dell’Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, aveva parlato di «riflessione necessaria» sulle restrizioni riservate ai non vaccinati. Perentorio il presidente della Calabria, Roberto Occhiuto: «Se si dovessero rendere necessarie nuove restrizioni - e il vero gradone è rappresentato a mio avviso dalla cosiddetta zona arancione - queste dovrebbero coinvolgere esclusivamente coloro che non si sono vaccinati. La stragrande maggioranza degli italiani ha dato fiducia alla scienza e con senso di responsabilità nei confronti della comunità si è sottoposta al vaccino. Non sarebbe giusto far pagare a questa maggioranza la scelta incomprensibile di una minoranza».

MURO
Bene, ma il governo seguirà la linea delle Regioni? Per ora no. Si valuta l’evolversi dell’epidemia. Al Ministero della Salute fanno notare che il numero di casi in Italia non è lontanamente paragonabile a quello di altre Nazioni (la Grecia, un sesto degli abitanti del nostro Paese, ha molti più casi giornalieri, per fare solo un esempio). Si aspetta dicembre per decidere. E il leader della Lega, Matteo Salvini, appare d’accordo. Fonti vicine a lui fanno sapere: l’Italia non ha i numeri (ben più preoccupanti) dell’Austria, il sistema sanitario regge, la durata del Green pass non cambia. L’obiettivo è evitare nuove restrizioni, fermo restando la massima attenzione per la tutela della salute. C’è però un equivoco: le proposte delle Regioni sul “modello austriaco” non rappresentano un irrigidimento delle restrizioni, al contrario. Se oggi una Regione diventa arancione, il coprifuoco vale per tutti i cittadini, se invece si sceglie la strada dei “non vaccinati” sarebbe colpita solo una minoranza. Secondo Matteo Renzi (Italia Viva): «Mi piacerebbe che l’Italia adottasse lo stesso modello dell’Austria. In lockdown, in zona gialla o arancione, ci vanno solo quelli che non hanno fatto il vaccino». Anche il professor Giorgio Rasi, consulente del commissario, il generale Francesco Figliuolo, apre a questa soluzione: «Giusto riflettere su questa ipotesi». Secondo un sondaggio di Emg/Adnkronos il 70 per cento degli italiani è favorevole alla formula del lockdown per i non vaccinati. Alla fine tutto dipenderà dai numeri: ieri la corsa dei nuovi casi ha avuto un timidissimo rallentamento, 7.698 infezioni, il 28 per cento in più del martedì precedente; l’altra buona notizia è che il tasso di positività dei tamponi diminuisce (1,1 per cento). Al contempo però preoccupano l’accelerazione dei ricoveri e un numero elevato di decessi, 74.
 

Ultimo aggiornamento: 18 Novembre, 07:50 © RIPRODUZIONE RISERVATA