Le prescrivono un calmante, donna incinta abortisce al settimo mese: indagata guardia medica

Le prescrivono un calmante, donna incinta abortisce al settimo mese: indagata guardia medica
di Michela Allegri
Giovedì 1 Maggio 2014, 11:07 - Ultimo agg. 3 Maggio, 08:31
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Una gravidanza giunta quasi al termine e la voglia di tenere stretto tra le braccia il bimbo che da ormai sette mesi portava in grembo. Sarebbe stato il terzogenito dei suoi figli. E invece, pochi giorni fa, dopo avere assunto un calmante prescritto da un dottore della guardia medica, una mamma di 34 anni ha avuto un aborto improvviso. Ora, nonostante la rabbia e lo choc, la giovane donna chiede a gran voce giustizia, spinta dalla necessità di sapere se il suo bimbo sia stato ucciso da una tragica fatalità, o da un errore medico.



Per questo motivo si è immediatamente rivolta a un avvocato e ha presentato in Procura un dettagliato esposto, ripercorrendo le tappe della vicenda. Saranno i magistrati di piazzale Clodio a stabilire se, per il decesso del feto, siano ravvisabili eventuali responsabilità sanitarie. Il procuratore aggiunto Leonardo Frisani e il pm Mario Ardigò hanno aperto un fascicolo d'indagine, attualmente contro ignoti, contestando il reato di aborto colposo. Gli inquirenti hanno già sequestrato la cartella clinica della ragazza e disposto l'esame autoptico sul feto. Gli accertamenti sono stati affidati a due consulenti medico legali: i professori Francesco Testi, specialista in ginecologia ed ostetricia presso l'università di Tor Vergata, e Marco Massimilla, docente all'Istituto di medicina legale dello stesso ateneo. Gli esperti sono stati incaricati di stabilire le cause dell'aborto e, soprattutto, se siano individuabili condotte colpose dal punto di vista sanitario. Se così fosse, i periti dovranno indicare le posizioni professionali implicate e gli eventuali errori commessi.



La denuncia Il fatto risale allo scorso 24 aprile. La donna manifesta un insolito gonfiore alle gambe e alle braccia e una forte ipertensione arteriosa: sintomi che potrebbero fare pensare ad una possibile gestosi, una grave patologia clinica che può comparire durante la seconda metà di una gravidanza. La donna, quindi, in preda a forti dolori, contatta la guardia medica. Il dottore di turno interviene d'urgenza ma, invece di sollecitare l'immediato ricovero al pronto soccorso, prescrive alla paziente un semplice calmante.



Dopo l'assunzione del medicinale, però, le condizioni della donna si aggravano: la giovane mamma ha una forte perdita ematica e di liquidi. A quel punto, il medico viene nuovamente allertato e decide di mandare la donna in ospedale. Ricoverata al policlinico Casilino, la ragazza viene sottoposta a un cesareo d'urgenza e i sanitari tentano in ogni modo di salvare la piccola vita che scalcia dentro di lei. Ma intervengono troppo tardi: non possono fare altro che constatare il decesso del feto.
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