Abusi, Tuccillo: «Pd ideologico, sindaci lasciati soli»

Mercoledì 18 Ottobre 2017 di Alberto Alfredo Tristano
Abusi, Tuccillo: «Pd ideologico, sindaci lasciati soli»

«Purtroppo si registra ancora una volta una difficoltà nella gestione parlamentare del problema dell'abusivismo. Almeno il ddl Falanga avrebbe consentito di porre un minimo di riparo all'emergenza. Adesso invece tutto ricadrà, come sempre accade, sulle spalle dei sindaci». Mimmo Tuccillo, ex parlamentare di centrosinistra e oggi sindaco di Afragola e presidente di Anci-Campania, ha una voce dissonante dal grosso del suo Pd. Per lui il contestato disegno di legge sugli «abusi di necessità» doveva essere approvato.

Sindaco Tuccillo, il ddl ritorna in commissione. Facile prevedere che per questa legislatura il tema dell'abusivismo non avrà alcun tipo di intervento.
«Certo, la situazione che si viene a creare rende ancora più difficile che ci sia una risposta legislativa a oggettive necessità territoriali. Ci vorrebbe una forte volontà politica, soprattutto».

Il ddl Falanga è davvero una soluzione?
«È certamente un intervento parziale ed emergenziale, non certo la soluzione definitiva. Ma almeno consentirebbe di trovare dei rimedi a uno stato assai difficile, scaturito da una totale assenza della politica. Le amministrazioni locali sono letteralmente soffocate da una valanga di condoni che si trascinano da decenni e a cui non si riesce a far fronte per potere avviare una programmazione urbanistica. Da presidente Anci-Campania, vorrei rappresentare la frustrazione di molti sindaci di nuova generazione per l'impossibilità di operare su un tema così delicato per la vita della comunità. Ho anche chiesto all'Anci nazionale un incontro per porre sul tavolo il tema».

Le classi dirigenti locali sono state abbandonate su questo versante?
«Da vicesegretario regionale del Pd ho provato a mettere in campo delle proposte, ricevendo un totale disinteresse da parte dei vertici romani del partito, in un atteggiamento che è speculare a quello delle destre, assolutamente demagogico e legato ai momenti elettorali: un atteggiamento inaccettabile, che asseconda in maniera schietta l'abusivismo. Ma detto questo, occorre prendere atto del dato di realtà e provare ad affrontarlo con qualche strumento».

Il Pd preferisce oggi non affrontare il tema?
«Se parliamo del Pd campano e napoletano, esso versa in uno stato di salute su cui esiste una vasta letteratura al punto che appare superflua ogni mia aggiunta. Se parliamo del Pd nazionale, su alcune tematiche c'è un problema serio di ideologismo e una incapacità a prendere atto delle realtà e fornire delle risposte. Secondo me questo deriva da un due fattori: uno culturale, una forma di conservatorismo tipico della sinistra storica, che ha vissuto una discontinuità con la segreteria Renzi ma spesso torna e prende il sopravvento. E poi c'è una oggettiva distanza dal territorio. Esiste una vera schizofrenia nel Pd: livelli territoriali con una buona presa, livelli parlamentari del tutto staccati dal quotidiano».

Ieri alla Camera dei Deputati l'esame del ddl Falanga è stato sospeso per le proteste di un gruppo di cittadini, in buona parte provenienti dalla Campania, che hanno insultato i parlamentari. Che ne pensa?
«Credo che legiferare sotto la pressione degli abusivi sia assolutamente inaccettabile. Ed è sbagliato e pericoloso assecondare questi comportamenti. Chi fa le leggi deve avere il giusto distacco. Però, come sindaco, faccio presente che questa rabbia popolare noi la viviamo nella quotidianità, senza avere gli strumenti per poterla affrontare e per poter disegnare una vera riqualificazione urbanistica. Ricordo che in Campania abbiamo una massa enorme di manufatti abusivi, di vario tipo naturalmente: sono 100 mila, il 70% nella provincia di Napoli. E le amministrazioni a oggi non sanno che fare. Perché rispetto a una massa tale, è evidente che le risorse a disposizione per gli interventi sono ampiamente insufficienti, considerando anche la lentezza dei tempi di esecuzione. Peraltro i criteri vanno decisi in maniera ragionevole: certo non può essere solo quello cronologico, perché magari colpisce una situazione del passato, eventualmente accompagnata anche da difficili situazioni socio-economiche degli interessati, prima di altre assai più gravi come le costruzioni erette in presenza di rischio idro-geologico o in aree di inedificabilità. E per stare ancora alla provincia di Napoli, dovremmo iniziare a ragionare in termini di città metropolitana, e quindi in termini di programmazione ampia. Ma, chiedo, se in un Comune sono sorti veri e propri quartieri, e si è consolidata questa formazione, come può un sindaco assorbirla in una programmazione vera? Può mettere delle pezze e provare a evitare responsabilità di ogni tipo, amministrative, contabili, penali, che ricadono su di lui. Di più non può».

La campagna elettorale si giocherà anche su questo, in Campania?
«Le case abusive sono sempre state un tema da cavalcare, temo che sarà ancora peggio adesso, tra le numerose spinte demagogiche che ritroviamo in numerose formazioni politiche».

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