Autodromo di Adria sequestrato, "buco" di 53 milioni di euro: bolidi bloccati e piloti disperati

Martedì 18 Gennaio 2022 di Guido Fraccon
Bolidi in pista ad Adria

LAdria International Raceway finisce “sotto sigilli”. Amara sorpresa, nel tardo pomeriggio di ieri, per piloti e personale delle squadre corse impegnate a provare il tracciato polesano quando si sono presentati a loro una pattuglia di Carabinieri e personale di vigilanza privata, per bloccare le operazioni in corso. I piloti sono stati invitati ad abbandonare la struttura, lasciando in loco le loro auto da corsa. Per riottenerle si dovranno recare nella giornata odierna in autodromo e dimostrare al curatore fallimentare la proprietà dei mezzi. Disperati alcuni piloti stranieri che alloggiavano all’interno dell’autodromo, costretti a lasciare in fretta e furia l’impianto e trovarsi un’altra sistemazione per la notte. Tra le auto al momento sotto chiave anche quelle della scuderia adriese Bolza Corse.

Nuovo piano per il salva-Atac: meno corse e più mezzi privati

IL CURATORE

La decisione del curatore fallimentare sarebbe legata al fallimento della società F&M, con sede legale in Roma, gestore della pista. Il buco secondo i documenti ufficiali è di circa 53 milioni di euro. La sentenza di fallimento, pronunciata dal Tribunale di Rovigo, dai magistrati Paola di Francesco, presidente, Nicola del Vecchio ed Elisa Romagnoli quale relatore, porta la data del 21 ottobre 2020. Sono stati nominati curatori fallimentari il dottor Giovanni Tibaldo e l’avvocato Roberto Nevoni, già commissari giudiziali dal momento che nei confronti di F&M era stata aperta , precedentemente, una procedura pre fallimentare. Il fallimento è stato promosso da Darma Asset Management sgr, società in liquidazione coatta amministrativa. Nel fondo Darma, in fase di liquidazione, figurano infatti i cespiti relativi compendio immobiliare dell’ex istituto Canossiano e l’autodromo. Secondo la sentenza di fallimento, F&M soggetto partecipante al fondo, aveva riottenuto il godimento del complesso di corso Garibaldi e dell’autodromo a seguito, il primo di un contratto di locazione e, il secondo, di un contratto di affitto dell’azienda. Era poi sorto tra Darma e F&M un contenzioso sul mancato rispetto dei termini di pagamento. Secondo una prima sentenza del Tribunale di Rovigo, confermata in appello nel 2019, il credito di Darma nei confronti di F&M per le sole ex Canossiane ammonterebbe a circa sette milioni e 600 mila euro.

Thomas Cook in bancarotta, a rischio 22.000 posti di lavoro. Ponte aereo per riportare a casa migliai di turisti

IL CREDITO

Di ben 40 milioni invece il credito vantato per l’affitto dell’Adria International Raceway. Secondo i giudici fallimentari, l’insolvenza di F&M sarebbe conclamata non solo dall’ingente debito maturato nei confronti di Darma, oltre 47 milioni di euro ma anche da una rilevante esposizione debitoria verso l’erario, pari a circa 5 milioni di euro. Nei conteggio anche i crediti vantati da alcuni professionisti, 163 mila euro, e altri creditori 715 mila euro circa. Una situazione per il tribunale di Rovigo di irreversibile dissesto finanziario. L’immobiliare Darma, società di gestione del risparmio con sede in Milano, ancora il 23 gennaio 2020, aveva presentato dichiarazione di fallimento nei confronti di F&M. La procedura ha interessato dapprima gli uffici del Tribunale di Roma. In una conferenza stampa del 2 novembre 2020 l’avvocato Giuseppe Cavallaro, il legale che stava seguendo l’intricata vicenda, aveva preannunciato che il fallimento sarebbe stato impugnato in tutte le sedi competenti e fino all’ultimo grado di giudizio. Secondo Cavallaro, Darma che in proprio e in nome e per conto del fondo comune di investimento Ermes Real Estate aveva chiesto ed ottenuto il fallimento, non avrebbe avuto titolo per richiederlo e lo stesso Tribunale di Rovigo era stato ritenuto incompetente territorialmente. 

IL FUTURO

«La F&M - aveva precisato Cavallaro - non è proprietaria dell’autodromo ma è semplicemente quotista del Fondo Ermes. L’attività dell’autodromo pertanto proseguirà. La Darma inoltre non aveva titolo per chiedere il fallimento. La stessa istanza è stata avanzata senza l’approvazione dell’assemblea. I quotisti non volevano il fallimento di F&M. Darma pertanto non è stata legittimata ad agire. Si è mossa senza i poteri stabiliti dalla legge.

Ultimo aggiornamento: 19 Gennaio, 11:31 © RIPRODUZIONE RISERVATA