Alberto Genovese, il racconto dello stupro: «A Ibiza il mese dello sfascio, giorno e notte a drogarsi»

Martedì 2 Marzo 2021
Alberto Genovese, il racconto dello stupro: «A Ibiza il mese dello sfascio, giorno e notte a drogarsi»

Alberto Genovese è stato sottoposto a interrogatorio di garanzia dopo aver ricevuto, nei giorni scorsi, una seconda ordinanza di custodia in carcere per un altro caso di presunta violenza sessuale e cessione di droga, stavolta nei confronti di una modella di 23 anni a Ibiza. Secondo quanto rivelato dall'ex imprenditore delle start up, c'erano due persone che si occupavano di procurargli la droga per i suoi festini: uno era tale «Sam», per i quantitativi più grossi, l'altro «rifornitore» era tale «Leo», che di base stava a Ibiza, ma per acquisti di carichi minori.

Stando alla versione di Genovese, resa davanti al gip di Milano Tommaso Perna, ai difensori e al pm Rosaria Stagnaro, alle sue feste c'erano due zone «separate», una per quelli che si drogavano e un'altra per coloro che non appartenevano a quel «mondo» di consumatori di stupefacenti. E praticamente il 90% della cocaina e delle altre sostanze, tra cui la ketamina, le metteva a disposizione lo stesso imprenditore, mentre la restante parte, stando all'interrogatorio, la portavano altri uomini ospiti alle feste. «Sam» era quello da cui lui principalmente si riforniva, perché «gli bastava anche un solo giorno di preavviso» ed era in grado di procurargli droga ovunque gli servisse. Lo stesso «Sam» partecipava anche ad alcune feste.

Da una chat dello scorso ottobre tra Genovese e una delle ragazze che poi lo ha denunciato (quei capi di imputazione non sono stati accolti dal gip nell'ordinanza) emerge che «Sam» faceva parte della compagnia: «ma tu vuoi venire a Istanbul dal 28 al 4? - scriveva Genovese - facciamo halloween lì (...) poi lì troviamo sam e altri amici, abbiamo un po' di feste top». L'altro rifornitore, invece, sempre stando alla versione dell'imprenditore, si occupava in particolare della droga per le feste nell'isola spagnola. Genovese ha fatto entrambi i nomi nell'interrogatorio e sul punto ovviamente sono in corso le indagini di investigatori e inquirenti.

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Secondo quanto racconta oggi il Corriere della Sera, le vacanze a Ibiza di Genovese e dei suoi amici sarebbero state passate «giorno e notte a drogarsi ininterrottamente», «il mese dello sfascio»: è in questo contesto che a luglio 2020 sarebbe avvenuto il secondo stupro a Villa Lolita ai danni di una modella di 23 anni, per cui Genovese ha ricevuto una seconda ordinanza di custodia cautelare (ma era già in carcere).

In quelle feste, come detto, la villa era divisa in due: da una parte chi faceva pesante uso di droghe, dall'altra chi non lo faceva. «Sono gli uomini a portare la droga e a buttarla sul piatto dove tutti possono prendere. Essendo tutti drogati, sanno riconoscere le sostanze tra di loro», ha detto al gip di Milano, scrive il Corriere, aggiungendo che per questo motivo non può aver ingannato le vittime dando loro droghe diverse per poi poterne abusare. A Ibiza «ho consumato una quantità enorme di alcol e stupefacente, tanto che appena arrivati siamo stati svegli per quattro giorni consecutivi», le parole di Genovese. 

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In base alle dichiarazioni della modella di 23 anni vittima dei presunti abusi a Ibiza (avvenuti lo scorso 10 luglio), si sarebbe trattato di «uno stupro feroce»: la ragazza avrebbe assunto così tanta droga da non capire più nulla. A quella festa, racconta Genovese, «c'erano solo persone drogate» che ballano, bevono e si drogano per 24 ore di fila. Tra queste anche la 23enne, che secondo quanto raccontato dall'imprenditore era stata ad un'altra festa nella sua casa a Milano (la famosa Terrazza Sentimento), in cui aveva fatto il bagno nuda in piscina e si era drogata con lui e la fidanzata Sarah Borruso.

Con quest'ultima la ragazza avrebbe iniziato a flirtare, e a quel punto lui avrebbe portato entrambe in camera per consumare un rapporto sessuale: poco dopo però la giovane si sarebbe sentita male iniziando a vomitare. Secondo l'accusa però la giovane, inerme per via delle droghe, sarebbe stata a lungo violentata, fino al giorno successivo: i graffi e lividi sul suo corpo, secondo Genovese, sarebbero stati dovuti alla sua agitazione in cui si dimenava come in una crisi epilettica, con lui e Sarah che cercavano di tenerla ferma. La presunta vittima scappò poi dalla villa per tornare in Italia: per riprendersi, scrive il Corriere, dormì per quasi tre giorni.

Ultimo aggiornamento: 3 Marzo, 00:41 © RIPRODUZIONE RISERVATA