Alcol, ustioni e sangue: ecco i video dell'orrore sul web

Sabato 15 Settembre 2018 di Francesco Lo Dico

Fermare i video pericolosi per i ragazzi, come quello che è probabilmente costato la vita al 14enne di Milano, è un'impresa ardua. Dai tutorial per darsi fuoco alle sfide per cadere in coma etilico, il web e i social pullulano di milioni di like e di riproduzioni in perenne aggiornamento. Finché si tratta di infilare le labbra in una specie di boccaglio come nella Kylie Jenner lip challenge che spopola tra le ragazzine, può anche passare. Le tante che provano il giochino, che insegna come gonfiare la bocca mandando in corto circuito i vasi sanguigni, spesso se la cavano con qualche ecchimosi. Ma il mondo dei challenge, le sfide web che appassionano migliaia di adolescenti italiani, non è semplice teoria di pratiche bizzarre. Le cose cominciano a farsi serie e preoccupanti, quando in un paio di clic si arriva a YouTube, dove cattivi maestri affamati di banner spingono i ragazzi a rischiare la pelle.
 
È il caso di Crazy Salt and Ice challenge, canale da 7,5 milioni di visualizzazioni nel quale un ragazzone americano che si fa chiamare TntTyler non ha meglio da fare che istruire i più piccoli a ustionarsi con il sale e i blocchetti di ghiaccio. Alla pericolosa disciplina, lui dedica una cinquantina di video di cui molti italiani, dove gli emulatori si sfidano a chi si infligge la bruciatura più rovinosa, tra risatine di gioia e ilarità contagiosa. Grande successo hanno anche i due challenger italiani di YouTube che vantano più di 2 milioni di visualizzazioni e 66mila like. Il loro pezzo forte? Ingoiare cucchiaini di cannella, sulla scorta di un altro fenomeno americano che negli States ha già provocato più di emergenze legate a irritazioni all'apparato respiratorio, collassi, danni polmonari e casi di soffocamento. Si sale di tono con un'altra sfida assai diffusa come la Nek Nomination challenge, una battaglia a colpi di superalcolici che spinge i ragazzi, per il tramite di una catena di Sant'Antonio che circola su FB, a duelli face to face che premiano chi beve di più mix alcolici micidiali. Un gioco che è già costato un coma etilico a un ragazzino delle medie di Jesi. Era il 2014, ma il social continua a lasciare in vita il giochino in un centinaio di gruppi dedicati a promuovere la sfida, di cui una dozzina in italiano.

Sfrutta la suggestione dei celebri cartoni delle Winx, un altro tutorial che è diretta emanazione del BlueWhale (il gioco suicida che ha ucciso 150 ragazzi), quello delle Fate di Fuoco che ha lasciato gravissime ustioni l'anno scorso su una bimba russa di 5 anni, Sofia Ezhova. Il cartoon invita i piccoli ad aprire il gas a mezzanotte, di nascosto ai genitori, e poi a tornare a letto con la promessa che l'indomani si risveglieranno nelle sembianze di una creatura magica. Nonostante il caso di Sofia abbia fatto il giro del mondo, il tutorial resta in bella vista su YouTube. Vanta innumerevoli video pubblicati su Facebook e YouTube un'altra disciplina di origine americana, il Fire challenge. Lo ha fatto a fine agosto anche la dodicenne Timiyah Landers, che ne ha riportato ustioni irreversibili in tutto il corpo. Il gioco consiste nel cospargersi di benzina e darsi fuoco a favore di telecamera. Non mancano appendici italiane, come il tutorial di YouTube creato da un certo Dexter, che insegna come «avere le mani infuocate e fare l'onda energetica», pur con l'avvertenza di non rifarlo a casa: iscritti 2,8 milioni di persone. E sempre negli States continua a impazzare la delirante moda del Knock out challenge: pressioni sul collo e sul petto, al fine di indurre una specie di blackout respiratorio simile a quello che è costato la vita a Igor. Un capitolo a parte meritano le hit parade come 15 selfie scattati prima di morire (più di 2 milioni di visite), e I 5 Spaventosi suicidi ripresi in live streaming (quasi 700mila visualizzazioni) che presentano nella morbosa curiosità di youtubers avidi di like.

Al Fatebenefratelli di Roma dove ogni anno vengono trattati in media oltre mille casi di ragazzi rovinati dalle mode del web, si segnalano i daredevil selfie, autoscatti estremi come quello che è costato di recente la vita a un giovane di Terni, che si era sdraiato sull'asfalto per fotografare l'amico in corsa sullo scooter. Ma al novero delle sciocchezze virali, va aggiunto anche il car surfing, che consiste nel salire nel tettuccio di auto in corsa, o follie allo stato puro come il vampirismo, la moda teenageriale di bere il sangue altrui segnalata poco tempo fa con grande allarme dall'Università di Genova. E c'è poi la botola del darkweb, la rete nascosta. Un mondo di orrori e predatori sessuali pronti a tutto.

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