Alessandro Borghese, striscioni a Livorno contro lo chef: «Lavoro gratis è sfruttamento, non sei il benvenuto»

Alessandro Borghese, striscioni a Livorno contro lo chef: «Lavoro gratis è sfruttamento, non sei il benvenuto»
Alessandro Borghese, striscioni a Livorno contro lo chef: «Lavoro gratis è sfruttamento, non sei il benvenuto»
Venerdì 10 Giugno 2022, 08:02 - Ultimo agg. 11 Giugno, 09:30
3 Minuti di Lettura

Ancora polemiche intorno ad Alessandro Borghese. Lo chef è a Livorno - come testimoniano anche le foto sul suo profilo Instagram - per girare la puntata del suo programma Quattro Ristoranti. Ma in Toscana non è stato accolto con entusiasmo: in alcune zone della città e in particolare nel quartiere Venezia, sono stati affissi degli striscioni: «Borghese a Livorno non sei il benvenuto».

Le foto postate dal sindacato Usb Livorno hanno fatto velocemente il giro del web. «Borghese qualche mese fa esordì con alcune frasi in difesa di quei ristoratori che decidono di non pagare i propri dipendenti, in quanto “devono imparare” un mestiere. Vorremmo ricordare a Borghese che il lavoro gratuito (e nel nostro paese esiste in diversi settori) si chiama sfruttamento. Il lavoro si paga, sempre...», si legge sulla pagina Facebook del sindacato.

L'intervista

Il riferimento è a un'intervista nella quale lo chef star della tv raccontò la sua esperienza con i giovani cuochi: «I ragazzi oggi preferiscono tenersi stretto il fine settimana per divertirsi con gli amici. E quando decidono di provarci, lo fanno con l’arroganza di chi si sente arrivato. E la pretesa di ricevere compensi importanti. Da subito. Sarò impopolare, ma non ho alcun problema nel dire che lavorare per imparare non significa essere per forza pagati. Io prestavo servizio sulle navi da crociera con “soli” vitto e alloggio riconosciuti. Stop. Mi andava bene così: l’opportunità valeva lo stipendio. Oggi ci sono ragazzetti senza arte ne parte che di investire su se stessi non hanno la benché minima intenzione. Manca la devozione al lavoro, manca l’attaccamento alla maglia». 

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA