Alessia Pifferi, gli ultimi aggiornamenti sul Messaggero. Era una persona schiva e non dava confidenza. Così i vicini di Alessia Pifferi descrivono la trentasettenne ora in carcere con l'accusa di omicidio per la morte della figlia di 16 mesi lasciata in casa da sola per sei giorni. Al cancello verde della palazzina dove la piccola è deceduta ieri una vicina ha legato con dei nastri bianchi palloncini dello stesso colore con su scritti alcuni messaggi d'addio “Ciao Diana”, “Piccolo angelo”. In via Parea, strada del quartiere popolare di Ponte Lambro, alla periferia est di Milano, pochi hanno voglia di parlare.
Milano, bimba lasciata morire a casa. Pm: «Donna pericolosa, ha abbandonato la figlia per divertirsi» https://t.co/vI8Syd3kj3
— Il Messaggero (@ilmessaggeroit) July 22, 2022
Alessia Pifferi «non giocava mai con la figlia»
Di certo non la madre di Alessia tornata a Milano dalla Calabria.
Chi è Alessia Pifferi
La Pifferi, 37 anni, vive a Milano in zona Ponte Lambro, periferia sud-est della città. Fino a qualche anno fa divideva il tetto con la madre, che adesso si è trasferita a Crotone. La sorella, invece, vive ancora a Milano. Nell’appartamento accanto, sempre al primo piano, abita l’ex marito, dal quale Alessia si era separata tre anni fa. La donna ha raccontato agli inquirenti di non sapere chi fosse il padre della piccola, e di avere scoperto la gravidanza solo al settimo mese: la bambina, Diana, è poi nata il 29 gennaio dello scorso anno. Al momento non risulta che la donna avesse problemi di droga. Sono invece in corso verifiche su eventuali problematiche psichiche. Sul suo profilo Facebook personale, tante frasi motivazionali e dediche nei confronti delle persone care. Parole d'amore e di affetto, sull'importanza di prendersi cura degli amici, degli amati e dei familiari. Parole oscure, lette alla luce di ciò che è successo oggi.
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