Alessia Pifferi, il diario dal carcere: «Diana mi manca tanto, quel giorno l'ho trovata con gli occhi mezzi aperti»

Alessia Pifferi, il diario dal carcere: «Diana mi manca tanto, quel giorno l'ho trovata con gli occhi mezzi aperti»
Alessia Pifferi, il diario dal carcere: «Diana mi manca tanto, quel giorno l'ho trovata con gli occhi mezzi aperti»
Sabato 5 Novembre 2022, 12:06 - Ultimo agg. 6 Novembre, 08:03
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La sua bimba è morta di stenti, ma lei continua a raccontare di quanto la amasse. Alessia Pifferi, detenuta nel carcere di San Vittore per l'omicidio della figlia Diana, ha affidato alle pagine di un diario segreto i pensieri che affollano la sua mente. La trasmissione "Quarto Grado" ha mostrato alcuni passaggi: «La mia bambina mi manca tantissimo - scrive Alessia Pifferi -. Mi manca prendermi cura di me stessa, esteticamente e fisicamente, mi manca anche la mia casa e i miei vestiti. Mi manca cucinare, pulire e il ballo. Sono sempre stata una ragazza attiva, solare, dolce e seria soprattutto, ma da quando mi trovo in carcere per la perdita di mia figlia Diana mi sento sempre più giù. E più vado avanti e più è peggio».

Il diario segreto di Alessia Pifferi

La 37enne, in carcere dal 21 luglio per omicidio volontario dopo aver abbandonato in casa per 6 giorni la piccola Diana (di soli 18 mesi), spiega nel diario: «Tra la separazione, la perdita del mio bambino, il lutto di papà e la mia chemioterapia, non fu facile riprendermi eppure riuscii a rialzarmi grazie alle poche amiche che ho. Successivamente mi sono iscritta a un sito d'incontri e dopo alcuni appuntamenti andati male, ho conosciuto un uomo».

Pifferi poi torna a parlare di Diana: «Con lei avevo un rapporto bellissimo, era la luce della mia vita, il mio tutto. Per me non è mai stata un intralcio, né un ostacolo nella mia vita». Infine, un breve e aggiacciante ricordo del giorno in cui ha trovato la piccola senza vita: «Quel mercoledì quando sono tornata a casa ho aperto la porta velocemente per mangiarmela di baci, invece l'ho trovata con gli occhi mezzi aperti, le mani e i piedi scuri».

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