Andrea Cembali si sporge per scattare un selfie, ma precipita nel burrone e muore: aveva 29 anni

Lunedì 18 Ottobre 2021 di Giacomo Nicola
Andrea Cembali si sporge per scattare un selfie, ma precipita nel burrone e muore: aveva 29 anni

È morto per un selfie. Dopo essersi sporto in montagna per fare una foto. L'escursionista è precipitato per diversi metri sulla via dei Balzi dell'Ora, Comprensorio Corno alle Scale, nel bolognese. La vittima si chiamava Andrea Cembali, 29 anni ed era residente a Imola. Il giovane era in compagnia di un amico col quale aveva deciso di fare un'escursione nel comprensorio del Corno alle Scale, un tragitto classificato per Escursionisti Esperti. I due trekker avevano già percorso diversa strada, quando arrivati a quota 1.850, il 29enne si è sporto per fare una foto. E secondo quanto riferito dall'amico ai soccorritori, è caduto per molti metri. 

L'allarme è scattato alle 13.30. Sul posto è stata inviata la squadra del Soccorso Alpino e Speleologico stazione Corno alle Scale che si trovava già vicino alla Croce del Corno. Per il ragazzo non c'è stato nulla da fare. Sul posto sono arrivati anche i carabinieri.

La via dei Balzi dell'Ora - composta da una serie di grossi massi che compongono una parte del crinale del corno alle Scale - sono un percorso classificato EE, per escursionisti esperti, si legge sul sito del comprensorio. La cima è a 1.945 metri. 

Quello di ieri non è che l'ennesimo caso di un incidente mortale avvenuto in montagna e dovuto a un selfie. Lo scorso 24 giugno Annamaria Nerosi, 50 anni, di Erto e Casso, dove era andata a vivere qualche anno fa e aveva aperto un B&B, è precipitata per circa 150 metri nella zona della Cima di Mezzo degli Sfornioi, in Val di Zoldo. Circa venti minuti prima della tragedia aveva scattato e postato sul suo profilo facebook quello che sarebbe stato l'ultimo selfie di un reportage completo dell'ascesa compiuta assieme agli amici di sempre, Roberto Furlanetto e Ilario Camatta. Sono stati loro, verso le 14, a lanciare l'allarme.

I tre amici si trovavano nelle vicinanze della Cima di Mezzo, quando la donna, originaria di Spinea, ha perso l'equilibrio ed è precipitata. Dalle precise indicazioni del luogo dell'incidente ricevute dai compagni della donna, l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore ha individuato velocemente il punto in cui si trovavano e, abbassatisi sulla verticale, i soccorritori hanno scorto il corpo della donna circa 150 metri più in basso. 

Dopo un volo del genere, non c'era più nulla da fare. L'ultimo selfie della donna è stato scattato circa venti minuti prima dell'incidente, a quota a 2.425 metri come lei stessa scrive sul suo profilo Facebook. Sorridente e felice, riceve i complimenti degli amici per l'ennesima impresa sulle cime. Cime che lei, pur non essendo montanara d'origine, amava con tutta se stessa. L'avventura era iniziata di buon mattino partendo dal versante di Cibiana dove Annamaria aveva scattato la prima foto che sullo sfondo indicava i due gendarmi di roccia. Poi la salita e altre tappe sempre oltre i 2mila metri. Fino a quella Cima di Mezzo dove, dopo la gioia della conquista, è scattata la tragedia.

 

Il 31 luglio Albert Dyrlund, di 22 anni stava filmando un video durante una scalata sul Monte Seceda in Val Gardena sulle Dolomiti, quando è precipitato da un'altezza di 200 metri.

La vittima era un giovane influencer danese: aveva un canale Youtube di più di 200mila iscritti. Il 2 agosto, un lutto per il mondo dell'atletica leggera. La promessa Francesca Mirarchi è morta in alta montagna. La 19enne di Lissone vicino Milano aveva passato la notte in tenda con alcuni amici, quando verso le cinque e mezza si è allontanata per fare uno foto dell'alba dei Laghi Gemelli, nel Parco delle Orobie Bergamasche. Senza paura Francesca si è incamminata alla ricerca del punto migliore per immortalare il momento. 

Ultimo aggiornamento: 12:40 © RIPRODUZIONE RISERVATA
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