Luca Sacchi, il ricordo ad un anno dall'omicidio. La famiglia:«La sua colpa? Avere amato»

Sabato 24 Ottobre 2020 di Emilio Orlando
Il lancio dei palloncini al termine della messa in occasione del I anniversario dell'omicidio di Luca Sacchi( foto Emilio Orlando)

«Quale fu la colpa di Luca? Avere amato». Sono le parole commosse pronunciate sull'altare della chiesa Santo Nome di Maria all'Appio Latino a Roma, da Roberto Galati, cugino di Luca Scchi, oggi pomeriggio in occasione della ricorrenza dell'omicidio del personal trainer di 24 anni alla Caffarella. Durante la cerimonia religiosa, officiata dall'arcivescovo Octavio Ruiz, davanti a parenti ed amici della giovane vittima, tutti in mascherina per le norme anti - Covid19 hanno ricordato i sogni e le speranze aspezzate quella maledetta notte di un anno fa esatto, quando Luca fu ucciso da un colpo di pistola davanti al John Cabot Pub della Caffarella a pochi passi dall' ex fidanzata Anastasiya Kylemnyk, indagata per spaccio.

 

Omicidio Sacchi, oggi super perizia al processo: «Luca fu ucciso da un proiettile che gli ha trapassato il cranio»

A fine cerimonia, davanti davanti al sagrato della chiesa, papà Alfonso mamma Tina Galati e il fratello Federico hanno lanciato in ricordo di Luca, palloncini bianchi in cielo. Il processo per omicidio che vede alla sbarra, Del Grosso, accusato di aver sparato alla testa di Luca Sacchi, e Pirino ed altri imputati, riprederà lunedì 26 ottobre con l'audizione del medico legale di parte che partecipò all'autopsia come le parti civili della famiglia rappresentata al processo dagli avvocati Armida Decina e Paolo Salice. Per il perito balistico, delegato dai magistrati per la consulenza forense non ci sono dubbi:«Valerio Del Grosso, dopo aver impugnato il revolver calibro 38, mirò alla testa per uccidere Luca da una distanza ravvicinata massima di due metri». La sentenza, se la calendarizzazione delle udienze del processo non subirà variazioni per eventuali prossimi lockdown, arriverà a metà del 2021. 

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