Caso Aquarius, comandante Dattilo: «Missione compiuta»

«Ci sono 630 persone che stanno sbarcando e che erano state salvate in mezzo al mare. Dunque, missione compiuta». Federico Panconi è il comandante di nave Dattilo, l'unità della Guardia Costiera che per prima è entrata nel porto di Valencia, con 274 migranti a bordo ma soprattutto la nave cui è spettato il compito di coordinare il convoglio che ha scortato l' Aquarius dalle acque internazionali tra Malta e l'Italia fino in Spagna. E per questo non nasconde la sua soddisfazione: «l'unica cosa che conta è che ogni vita umana che è in pericolo in mare, va tolta dal pericolo.» Il viaggio di oltre quattro giorni fino a Valencia non è stato però facile, come sembra oggi che il mare è piatto e l'obiettivo è raggiunto. «È stata una missione impegnativa - conferma Panconi - Perché abbiamo dovuto fare un intervento improvvisato, senza alcun tipo di pianificazione, e perché le condizioni meteo non sono state affatto semplici. Ma alla fine abbiamo raggiunto il porto senza alcun tipo di problema».

È stata proprio lui a decidere di cambiare la rotta, tra la Sardegna e la Sicilia, per evitare la perturbazione che stava colpendo il Mediterraneo occidentale. «Sapevamo di questo fronte fin dalla partenza e gli aggiornamenti meteo lo hanno confermato. La mia scelta - dice Panconi - è stata quella di prendermi mezza giornata in più di viaggio ma soffrire soltanto per un breve tratto di mare, quello tra la Sicilia e la Sardegna, in modo poi da trovarci a ridosso dell'isola in attesa che la tempesta si attenuasse».

Ma la deviazione ha anche avuto un risvolto positivo. Quando nave Dattilo è arrivata nei pressi di Olbia, infatti, due motovedette della Guardia Costiera, d'intesa con la prefettura di Sassari, hanno portato a bordo della nave giochi per bambini, peluche, fogli e matite per disegnare. «Un modo per tenere impegnati i più piccoli e distrarli il più possibile nella lunga traversata» dice Panconi. E pur essendo abituati a questo tipo di missioni - la Dattilo, da sola, ha salvato oltre 40mila persone nel Mediterraneo - per gli uomini a bordo stavolta è stato diverso. «Il viaggio è stato lungo anche per noi - racconta Panconi - e così abbiamo dovuto tirare fuori tutta l'inventiva e la fantasia che avevamo per farli sentire più spensierati possibile». Di fatto i migranti sono stati «coccolati e coinvolti» con il cibo, la compagnia. E come è finita? «Con canti e balli a bordo» sorride il comandante che poi torna serio. «Soprattutto, gli abbiamo fatto capire che sarebbe andato tutto bene, che li avremmo portati a casa, senza problemi». E ora che è finita? «Siamo in attesa di ordini ma siamo pronti a riprendere la nostra attività. Per ora siamo contenti. Perché salvare vite - conclude Panconi - è il lavoro più bello del mondo».
Domenica 17 Giugno 2018, 16:58 - Ultimo aggiornamento: 17-06-2018 17:09
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