Assenteismo in ospedale, dalle passeggiate del primario ai selfie del tecnico al mare

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L'episodio più significativo dei casi di assenteismo all'ospedale di San Severo (Foggia) che ha portato stamani ad otto arresti è quello di un operatore tecnico specializzato che, dopo aver timbrato il cartellino, trascorreva intere giornate presso lidi balneari e non aveva alcun problema a pubblicare le foto delle sue "vacanze" su social network. Poi c'è il primario del reparto di rianimazione, Giuseppe Altieri, posto anche lui ai domiciliari, che si allontanava dal lavoro per interi pomeriggi trascorrendoli in giro per la città o tornando a casa e, in alcune occasioni, attestava anche di aver eseguito prestazioni specialistiche al fine di smaltire le liste d'attesa dei pazienti, ricorrendo ad ore di straordinario.

VIDEO Il dipendente della Asl al mare

Nell'ambito della stessa inchiesta della Guardia di finanza un dirigente del nosocomio è stato sospeso dal servizio. Gli indagati, per mascherare l'assenza dal posto di lavoro, oltre ad utilizzare la ormai rodata mancata timbratura del badge all'atto dell'allontanamento dal servizio, provvedevano, direttamente o grazie a due colleghi addetti all'inserimento dei dati nel database delle attività di servizio prestate, complici nella truffa, ad alterare le informazioni contenute nel sistema informatico di registrazione delle presenze.



La truffa stimata dalla Guardia di Finanza ammonta a circa 80mila euro. Le Fiamme Gialle hanno posizionato telecamere nascoste nei pressi dell'apparecchiatura marcatempo dell'ospedale. Dalle indagini è emerso, inoltre, che un dipendente, simulando di aver dimenticato il badge a casa, ha fatto certificare la propria presenza con la sottoscrizione di un'attestazione cartacea da parte del proprio dirigente, anche quando questi era assente dal servizio. Dalle indagini è emerso che le false attestazioni di presenza, per un totale di oltre 5.300 ore, risalgono anche al 2014. Le attività di indagine hanno consentito di raccogliere elementi di prova a carico di 9 indagati: un primario, un dirigente, cinque collaboratori amministrativi, un operatore tecnico ed una commessa.
Mercoledì 15 Maggio 2019, 13:24 - Ultimo aggiornamento: 15-05-2019 18:05
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5 di 5 commenti presenti
2019-05-16 10:31:18
Non si vuole capire, per risolvere il problema ci vogliono legge più stringenti, 1° e inutile installare i badge biometrico quanto poi il risultato rimane sempre a disposizione dei dirigenti, si dovrebbe installare i badge collegati in tempo reale con Ministeri e Prefettura in modo da scoraggiare eventuale manomissione come spesso avviene. 2° nei casi accertati di dolo si dovrebbe intervenire con licenziamenti immediato e irradiato dagli albi di appartenenza, conclusione ci vuole una legge buona e sana, mettere in condizione i dipendenti che allontanarsi in modo squallido non deve convenire, qualcuno mi dirà che questo sistema e un ritorno al passato, ma solo cosi può risolvere, altrimenti le cose vanno sempre da male in peggio perché sono quasi sempre sicuri di farla franca.
2019-05-16 09:26:07
licenziamento e restituzione stipendi
2019-05-15 20:56:56
egregio freeland: non si può. fossero stati dipendenti che so, della FCA pomigliano, certo che sì. perchè? perchè quersti delinquenti hanno ancora l'art 18 statuto lavoratori. cioè che per licenziarli bisogna dimostrare in giudizio la giusta causa. eh, che ti fa il piddì!
2019-05-15 16:33:57
Una legge per fermare tutto ciò? Eccola, semplice e di impatto. 1) licenziamento in tronco immediato, senza possibilità di appello in caso di prove evidenti. 2) multa equivalente a tutti gli emolumenti presi in modo illecito. 3) cancellazione dall'albo professionale.
2019-05-15 15:08:50
Mamma mia, siete come le iene, subito ad infierire... Cos'hanno mai fatto ??? Si sono allontanati mica x tutta la giornata, solo x metà... il tempo di un tuffetto o di qualke faccenda domestica... Le liste d'attesa dei pazienti si allungavano ??? Eeee ke sarà mai... E poi dicono ke le leggi punitive islamiche sono severe...

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