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​Banda del buco, Mario Mazza in libertà: «Ma quale furto? Io ho solo salvato quell'uomo che scavava. I miei precedenti? Un caso»

«Ero venuto a Roma da Napoli per accompagnare mia figlia all'Accademia di danza»

Sabato 13 Agosto 2022
Banda del tunnel, l'arrestato Mario Mazza: «Pensavo che stessero scavando per entrare in una stanza segreta»

«Praticamente l'ho salvato io quello rimasto incastrato nel tunnel, chiamando i vigili del fuoco, ma non lo conoscevo». Si dipinge quasi come un eroe Mario Mazza, il 57enne napoletano arrestato giovedì assieme all'amico e concittadino Antonio Pinto (45 anni), con l'accusa di resistenza a pubblico ufficiale e danneggiamento, per non essersi fermati all'alt dei carabinieri e per aver tamponato un'auto dell'Arma, mentre tentavano la fuga. I due - stando alla versione riferita ieri al giudice - passavano casualmente da via Innocenzo XI, nel quartiere Aurelio: «Eravamo nella nostra jeep e abbiamo visto questo ragazzo sul ciglio della strada che chiedeva aiuto.

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Quando poi abbiamo notato il tunnel scavato nel pavimento all'interno del negozio, abbiamo avuto paura e ce ne siamo andati via. Ci ha accostato una macchina e abbiamo visto le pistole, ma non abbiamo capito che erano i carabinieri perché era un'autocivetta». In aula hanno giustificato il loro tentativo di fuga, spiegando di essere scappati perché, avendo dei precedenti penali, temevano di essere incolpati di qualcosa che non avevano commesso. Al termine dell'udienza per direttissima, il giudice ha deciso di convalidare l'arresto, ma di non accogliere la richiesta del pm della custodia cautelare in carcere, lasciando entrambi a piede libero fino all'inizio del processo, fissato per il 20 dicembre.

 



Signor Mazza, come mai si trovava in via Innocenzo XI?

«Avevo appena accompagnato mia figlia all'Accademia di danza perché lei vive a Roma e siamo venuti a trovarla, io e Antonio. Passavamo di lì e per strada abbiamo visto questo ragazzo che chiedeva aiuto, vestito da muratore. Siamo scesi, abbiamo notato il tunnel e ho chiamato i vigili del fuoco. Praticamente l'ho salvato io».

Ma non le è sembrata una situazione sospetta?

«No, assolutamente. Io pensavo che stessero scavando per entrare in una stanza segreta, tutto qui».

Ci risulta che lei ha precedenti penali.

«Sì, per rapina e furto, nel 2005. Ma ho scontato tutte le pene».

È una coincidenza strana che si trovasse lì proprio quando quei due stavano, forse, tentando il furto in una banca, con modalità simili a quelle usate in passato da lei.

«Che le devo dire? Mi sono trovato nel posto sbagliato al momento sbagliato. Il destino è strano».

Ora che è libero cosa farà?

«Dopo questa disavventura torno subito a casa mia, a Napoli. La carbonara la mangerò lì».

Ultimo aggiornamento: 16:08 © RIPRODUZIONE RISERVATA