Hai scelto di rifiutare i cookie

La pubblicità personalizzata è un modo per supportare il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirti ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, ci aiuterai a fornire una informazione aggiornata ed autorevole.

In ogni momento puoi modificare le tue scelte tramite il link "preferenze cookie" in fondo alla pagina.
ACCETTA COOKIE oppure ABBONATI a partire da 1€

Bici elettriche, targhe e patente come le moto per chi le modifica: ecco la stretta

Giovedì 4 Agosto 2022 di Michele Di Branco
Biciclette elettriche, targhe e patente come le moto per chi le modifica: ecco la stretta

Stop ai furbetti delle biciclette elettriche. Se vorranno continuare a circolare con la due ruote truccata potranno pure farlo, se vogliono. Ma a quel punto saranno considerati esattamente come dei motociclisti. Tanto da dover pagare un’assicurazione e da essere obbligati a girare con la targa. E guai per chi verrà pizzicato dalla stradale con la e-bike manomessa: si rischia una stangata fino a 7 mila euro. La nuova legge sugli investimenti infrastrutturali e i sistemi di mobilità sostenibile approvata dalla Camera non perdona.  

E con l’obiettivo di migliorare la sicurezza stradale arriva un bel giro di vite, considerato che la norma prevede che le biciclette a pedalata assistita che vengono manomesse saranno equiparate ai ciclomotori, con il conseguente assoggettamento agli obblighi previsti per questi ultimi (targa, assicurazione, patentino) e con la previsione di sanzioni pesantissime per chi le modifica e chi le utilizza. Cosa cambierà, nel concreto? La premessa è che la legge prevede che le biciclette elettriche debbano montare un motore con potenza non superiore agli 0,25 kWatt. La potenza deve essere erogata in calando, man mano che la velocità cresce, fino ad azzerarsi quando si raggiungono i 25 km/h. Superata questa velocità, il motore deve smettere di funzionare. Il ciclista che viene “pizzicato” ad eludere questa norma, come detto, rischia grosso: una e-bike truccata sarà considerata, ai sensi e per gli effetti dell’articolo 97, alla pari di un ciclomotore. In questa situazione, dunque, il conducente, al controllo, dovrà mostrare patente di guida, casco e assicurazione. Non rispettando questi tre requisiti, il conducente sarà soggetto a sanzioni comprese tra 1.890 e un massimo di 7 mila e 500 euro.  

Sotto schiaffo anche i produttori, gli assemblatori, i grossisti, i commercianti al dettaglio e i meccanici che si prestano, a vario titolo, a modificare le biciclette elettriche. Intanto, sempre in tema di mobilità ciclistica, la Conferenza unificata ha dato l’ok al Piano generale. L’iniziativa del Mims prevede un finanziamento, già assegnato, pari a 943 milioni di euro, su un valore complessivo di 1,2 miliardi. Il Piano contiene una programmazione di lungo periodo per migliorare e potenziare i sistemi di mobilità ciclistica urbana e interurbana, in linea con le indicazioni europee. Il Piano, spiegano dal dicastero guidato dal ministro, Enrico Giovannini, «è stato elaborato grazie al dialogo costante con gli stakeholder e punta a realizzare il Sistema nazionale della mobilità ciclistica, per rendere tale modalità una componente fondamentale del sistema di mobilità sostenibile, con caratteristiche di accessibilità, impatto ambientale positivo e basso costo economico». 

Il Piano illustra gli interventi in ambito urbano, metropolitano ed extraurbano (provinciale o intercomunale, regionale, nazionale ed europeo) per il cui sviluppo il Pnrr destina 600 milioni di euro. 

Video

«Aumento della sicurezza dei ciclisti, miglioramento della segnaletica, creazione di uno spazio condiviso tra i diversi utenti della strada sono i capisaldi del Piano - sottolinea il ministero - insieme alla creazione di percorsi ciclabili nei centri urbani e a livello extraurbano, anche per promuovere lo sviluppo turistico dei territori». 
In particolare per le ciclovie turistiche il Pnrr prevede 400 milioni di investimenti, negli anni 2022-2026, per realizzare almeno 1.235 di chilometri aggiuntivi ed effettuare opere di manutenzione straordinaria sulla rete esistente. Per le ciclovie urbane il Pnrr stanzia 200 milioni di euro per la realizzazione, entro giugno 2026, di 565 chilometri di percorso in ambito urbano e per rafforzare i collegamenti tra le stazioni ferroviarie e le università. 

© RIPRODUZIONE RISERVATA