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Bochicchio in fuga e l'ira della moglie: «Non pensa a noi, rovinerà tutta la famiglia». Le intercettazioni

Giovedì 30 Giugno 2022 di Valeria Di Corrado
Bochicchio in fuga e l'ira della moglie: «Non pensa a noi, rovinerà tutta la famiglia». Le intercettazioni

Centinaia di milioni di euro investiti da decine di vip spariti chissà dove e viaggi da un capo all’altro del mondo per presunti incontri con i vertici dei fondi sovrani di Hong Kong e Indonesia. Il broker Massimo Bochicchio è morto il 19 giugno scorso in un incidente stradale alla periferia nord di Roma dai contorni oscuri. Ma anche la sua vita e, soprattutto, i suoi affari erano avvolti nel mistero. La moglie, per certi versi, era rimasta all’oscuro dei suoi raggiri. Comincia a farsi delle domande quando a fine agosto del 2020 escono i primi articoli giornalistici sulla truffa organizzata dal consulente finanziario di origini campane attraverso una fiduciaria inglese, la Kidman, nella quale avevano investito almeno 600 milioni di euro sportivi, allenatori di calcio, imprenditori, medici, professionisti. Sotto casa dei coniugi Bochicchio si presentano i creditori, nella cassetta postale viene recapitata una lettera con richiesta di soldi, ma il broker è sparito e il suo cellulare risulta irraggiungibile. Così la moglie viene tempestata di telefonate, anche notturne.

«DICE SEMPRE CHE TORNA»

Arianna Iacomelli è esasperata, arrabbiata e allo stesso intimorita: «Ho ricevuto una telefonata che non mi è piaciuta per niente - si confida il 10 ottobre 2020 con il socio di suo marito, Rodolfo Errani - Io non ne posso più. Cioè, sinceramente, io che devo rispondere alle persone perché non risponde lui... non è proprio, non è più accettabile». «Ma ti ha detto che torna?», chiede Errani. «Sì, certo, lui mi dice sempre che torna, quando? Non so - aggiunge la donna, che nel 1990 era arrivata seconda al concorso di Miss Italia - Ora vediamo se arriva in tempo per il compleanno dei figli, che ti devo dire? Il 5 novembre, speriamo...». «Ma è ad Hong Kong allora adesso?», domanda il socio. «Rudy io non ho idea». «Quando ti chiama dice sempre che sta risolvendo tutto? - continua a chiedere Errani - Eh... ma dovrà risolvere un intrigo internazionale?». «Penso anche io - concorda la moglie - A parte che continua a esserci sempre più... si allarga a macchia d’olio (...) nomi mai sentiti in vita mia». Poi aggiunge che il marito la contatta da numeri fissi o senza che appaia il numero ed è molto preoccupata per tutto».

 

«CHIUDO I PONTI CON LUI»

Passano i giorni e le difficoltà per contattarlo aumentano, lui non la chiama più. Arianna Iacomelli ne parla anche alla cognata, la moglie di Tommaso Bochicchio: «Io adesso chiudo tutti i ponti con mio marito, purtroppo. Chiudo tutti i ponti, i sostentamenti... tutto, perché non si può. Mi dispiace ma o lui inizia a rispondere alle persone e prendersi le sue responsabilità, perché tutti questi sono incarogniti, perché chiaramente lui non risponde no? Non risponde a nulla, non risponde alla mail, non risponde al telefono. È scomparso così eh... la gente se la piglia con noi e non va bene».
La moglie del broker si spazientisce: «Siamo arrivati a un punto che dopo un mese e mezzo non va più bene. Ti ho aiutato, ti tengo, ti sostengo... adesso non si può più fare. Spende i miei soldi, ha le mie carte di credito, non si deve... cioè è finita. Basta! Imparasse a sopravvivere da solo, come io sto sopravvivendo qua (...) O torna e si prende le sue responsabilità o rimane fuori e si adatta a quello che deve fare, ma non può rovinare la vita a tutta la famiglia (...) la moglie, i figli, la madre. È troppo! (...) Non sono libera neanche di avere i mie soldi e di mandare alla scuola privata i miei figli».

TUTTI I TRUCCHI DEL BROKER

Contraffaceva le sottoscrizioni dei clienti, paventava ricavi del 20% grazie a un «esaltato algoritmo proprietario», rimandava in continuazione la scadenza per restituire i loro capitali, diceva ai magistrati che stava interrogando la piattaforma “Interactive Broker” per recuperare gli investimenti e invece non lo faceva. Sono tanti i trucchi escogitati da Bochicchio per ingannare tutti: aveva organizzato un incontro con un suo cliente addirittura nella sede della Hsbc, pur essendo stato licenziato. Aveva usato la carta intestata del colosso bancario per rendere credibile il fatto che la sua società Kidman (con capitale sociale da una sterlina) fosse partecipata dalla Hsbc. «Con quel contratto ha firmato la sua condanna a morte», dice Daniele Conte, fratello di Antonio, l’allenatore che gli ha affidato 24 milioni senza vedersi restituire manco un euro. Il broker a marzo 2020 manda una mail alla quale allega «il file immagine del bonifico di 18,9 milioni di euro a favore di Antonio Conte. Tale bonifico è da ritenersi falso perché mai accreditato», scrivono i finanzieri che indagavano su di lui per truffa, appropriazione indebita, riciclaggio ed esercizio abusivo della professione.

Ultimo aggiornamento: 1 Luglio, 12:25 © RIPRODUZIONE RISERVATA