Crisi energia, anche le chiese in ginocchio: i parroci annnunciano messe al freddo, bollette sul web e campanili spenti

Crisi energia, l'sos dei parroci: bollette sul web e campanili spenti
Crisi energia, l'sos dei parroci: bollette sul web e campanili spenti
Domenica 18 Settembre 2022, 15:20 - Ultimo agg. 18:02
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La crisi dell'energia colpisce anche la Chiesa. Le bollette salate mettono a rischio le attività delle parrocchie di tutta Italia e molti parroci hanno già lanciato l'SOS pubblicando sui social le foto delle fatture e minacciando di spegnere le campane e l'illuminazione dei campanili. Ci sono anche diocesi come quella di Ravenna, che pensano alla possibilità di ridurre il numero di messe giornaliere e di chiedere ai fedeli di indossare giacchetti e maglioni pesanti per risparmiare sul costo di riscaldamento. 

La richiesta di aiuti economici straordinari per far fronte al caro bollette potrebbe arrivare sul tavolo della Cei che si riunirà martedì 20 settembre. 

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Le proteste dei parroci in Italia: bollette sul web 

Il parroco di San Vincenzo ad Atessa (Chieti) ha pubblicato su Facebook la foto della bolletta salata ricevuta. Così anche Francesco Riccio, parroco di San Pio X di Giugliano, nella diocesi di Aversa, che ha pubblicato una bolletta per il mese di luglio di oltre 1022 euro. Nel post il parroco si lamenta di chi "crede che in chiesa sia tutto gratis" e si rivolge ai fedeli chiedendo aiuto. Anche a Claut (Pordenone) il parroco ha richiamato la comunità a dare una mano citando l'art. 315 del codice civile («diritti e doveri del figlio»). 

Campane in silenzio e campanile spento ad Oristano 

In Sardegna, a Oristano la parrocchia di San Vero Milis ha dovuto arrendersi al caro energia: «Dopo sei anni di illuminazione il campanile di Santa Sofia resta spento del tutto, con vivo dispiacere», ha detto don Ignazio Serra. «Il caro energia, che sta colpendo privati e mettendo in ginocchio le aziende, ci costringe a spegnere le luci dell’orologio e delle campane». «Auspichiamo tempi migliori», ha concluso il parroco di San Vero Milis, «Per poter offrire di nuovo un servizio che era gradito e rendeva visibile, anche di notte, il campanile più alto della diocesi, con i suoi 40 metri».

 

A Ravenna "chiederemo ai fedeli di venire vestiti più pesanti"

Ma in difficoltà non ci sono solo le piccole parrocchie: anche nelle grandi città le diocesi si interrogano su come coprire l'aumento dei costi energetici. A Ravenna è stato anche proposto di diminuire il numero di messe giornaliere, o di celebrare le funzioni in una cappella più piccola riscaldando uno spazio minore. «Il rischio è quello di dover arrivare a dire messa senza accendere il riscaldamento, chiedendo ai parrocchiano di venire in chiesa vestiti in modo più pesante» ha spiegato al Resto del Carlino l’economo diocesano don Ennio Rossi. 

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La Cei chiede aiuto ai fedeli 

 Intanto oggi in tutte le parrocchie italiane si celebra la Giornata per promuovere le offerte deducibili per il sostentamento del clero. «La Chiesa è casa tua ed è bello aver voglia di farla funzionare, sostenendo i sacerdoti; è bello che anche tu abbia voglia di dare una mano. Non c'è Pantalone che paga, come si dice a Roma: il pantalone ce l'abbiamo noi e a volte anche con qualche toppa…», è l'appello del cardinale presidente della Cei Matteo Zuppi 

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